Ad un primo sguardo, si ha l’impressione di trovarsi davanti ad una piccola navetta spaziale monoposto, una scintillante capsula aerodinamica dall’aspetto marcatamente avveniristico, come fosse pronta a spiccare il volo verso il futuro, verso nuove speranze per l’umanità. Ma è solo un’illusione. Nessun futuro e nessuna speranza per un domani migliore. Perché, in realtà, “Sarco” – termine piuttosto tetro con cui l’hanno denominata i suoi ideatori, - è una macchina capace soltanto di dare la morte, un dispositivo progettato e realizzato per attuare il suicidio assistito.
Testimonianze dal Centro Mariapoli “La Sorgente” di Ain Aar, a 20 chilometri a Nord di Beirut dove anche qui le persone in fuga dalle bombe che stanno devastando il Sud del Paese, hanno bussato alle porte e le hanno trovate spalancate. “Potevamo non accoglierle? Cosa ne sarebbe stato dell’ideale di fratellanza del quale ci nutriamo e che dovrebbe essere la nostra caratteristica?”. “La speranza è che presto si possa tornare a casa. Tanto sangue versato deve far fiorire il deserto dei cuori. Speriamo che questo calvario che stiamo vivendo, apra una breccia nella coscienza dei potenti e di tutti sull’evidenza che la guerra è una sconfitta per tutti, come ripete Papa Francesco”.
Una giornata di preghiera, digiuno e penitenza è stata indetta dal patriarca latino di Gerusalemme, card. Pierbattista Pizzaballa, per lunedì 7 ottobre, a un anno dall’attacco terroristico di Hamas contro Israele che ha fatto “precipitare la Terra Santa, e non solo, in un vortice di violenza e di odio mai visto e mai sperimentato prima”.
L’Associazione delle organizzazioni italiane di solidarietà e cooperazione internazionale esprime grande preoccupazione per la gravissima emergenza umanitaria che ha colpito il Libano a causa degli attentati e dei bombardamenti israeliani. Chiesti un pressing internazionale per il cessate il fuoco e, al governo italiano e alle istituzioni europee, di “intraprendere un’immediata operazione umanitaria di soccorso della popolazione libanese”
Quante volte, al telegiornale o sui social, leggiamo di “pace”, “ambiente”, “affido” e “beni comuni”? E quante volte, questi concetti, ci sembrano astratti e lontani da noi?Quello verso la cittadinanza attiva è un percorso collettivo. Ecco perché per stimolare il dialogo e l’incontro tra gli abitanti e le abitanti del Rione Crocifisso a Padova e non solo, nelle prossime settimane avremo l’occasione di approfondire questi temi con esperti del settore!
Con una lettera aperta pubblicata nei giornali di tutta Europa i leader delle principali aziende hanno lanciato un grido di allarme: l’Europa rischia di perdere il treno dell’intelligenza artificiale.
Papa Francesco ha dedicato l'udienza di oggi alle tentazioni di Gesù nel deserto. "Col diavolo non si dialoga, lo si scaccia". Al termine, il Papa ha esortato a pregare per la pace e per tutti i paesi martoriati dalla guerra, definendo "inaccettabile" l'escalation in Libano.
“Parlare di emergenza educativa significa parlare del futuro”. Ne è convinto mons. Giuseppe Baturi, arcivescovo di Cagliari e segretario generale della Cei, che nella conferenza stampa di chiusura del Consiglio permanente, a proposito delle “notizie di violenze e morte nei contesti affettivi, deputati ad essere contesti di fiducia” ha rivelato che i vescovi italiani sono “preoccupati sia per la violenza, l’istintività, la mancanza di progetto, sia perché si tratta di giovani a cui dovremmo saper trasmettere ragioni di vita e di speranza”.