Il terremoto ha causato danni per quasi 40 miliardi di dollari, concentrati nello Stato di La Guaira. Ora servono pianificazione, norme antisismiche e finanziamenti multilaterali
Mentre cresce di giorno in giorno il bilancio dei morti provocati dalla duplice scossa di terremoto del 24 giugno scorso, il Venezuela inizia, necessariamente, a “fare i conti” della ricostruzione, il che significa, prima di tutto, avere un quadro dei danni che il sisma ha provocato su edifici e altre strutture, e chiedersi il motivo di un tale disastro. Danni per quasi 40 miliardi di dollari. «Come accade in tutti i disastri di grande entità, queste cifre iniziali tendono a sottostimare la reale entità del danno – commenta Mayra Narváez, decana della Facoltà di ingegneria dell’Università Cattolica Andrés Bello di Caracas, gestita dalla Compagnia di Gesù – Per questo motivo, sono importanti le analisi tecniche indipendenti basate sulla modellizzazione e sul telerilevamento. Particolarmente grave, come è noto, il caso dello Stato costiero di La Guaira: secondo Narváez, «la concentrazione dei danni a La Guaira, Catia La Mar e Caraballeda non è spiegabile solo con la distanza dall’epicentro, ma con una combinazione di fattori», come il fatto che gran parte delle aree urbane sorge su profondi coni alluvionali o che gli edifici sono vetusti. In questo scenario la ricostruzione sarà una sfida impressionante: «L’entità dei danni supera di gran lunga la capacità fiscale interna. Sarà indispensabile articolare meccanismi di finanziamento multilaterale, fondi specifici per la ricostruzione e schemi di cofinanziamento pubblico-privato», afferma la docente.