La giornata di sabato 3 febbraio

Ogni mattino, quando mi alzo, Signore, riprendo a respirare e ti dico grazie di avermi fatto missionario di un popolo che cammina. Perché vivendo in emigrazione mi hai insegnato ad avere compassione di uomini, di donne, di intere comunità che emigrano con i loro piedi, con la loro testa e il loro cuore, e con tutti i drammi che li inseguono ovunque, con una fede e un coraggio a volte ben più grandi dei miei.

La giornata di sabato 3 febbraio

Ogni mattino, quando mi alzo, Signore, riprendo a respirare e ti dico grazie di avermi fatto missionario di un popolo che cammina. Perché vivendo in emigrazione mi hai insegnato ad avere compassione di uomini, di donne, di intere comunità che emigrano con i loro piedi, con la loro testa e il loro cuore, e con tutti i drammi che li inseguono ovunque, con una fede e un coraggio a volte ben più grandi dei miei. È proprio là che tu ci attendi per trasformarci in tuoi veri discepoli, che ancora oggi sanno rifare la strada di Emmaus, dove lo straniero si aggiunge, come allora, per caso. Signore, sei tu lo straniero che i nostri passi accompagnano, ed è verso il tuo Regno che essi ci portano nel costruire un mondo più aperto, più grande e fraterno; è la fede di Abramo che impedisce alle nostre certezze di farsi eterne come fortezze. Tutti siamo migranti e in cammino verso di te, Signore, che esisti nella meraviglia dei secoli. Amen!

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