Sei incontri, tra febbraio e marzo, che introducono all’immagine artistica intesa come prezioso “documento” della Tradizione cristiana e “strumento” per l’annuncio. «L’arte parla di noi a noi stessi, interpellandoci e formandoci – scrive il direttore del Museo diocesano Andrea Nante – Ecco allora che l’incontro con la bellezza artistica può giocare un ruolo decisivo nella proposta di una fede bella e umanizzante». Iscrizioni aperte fino al 31 gennaio

Sette candidati in campo, tra cui gli italiani Eleonora Forenza (Sinistra unitaria) Gianni Pittella dei Socialisti e democratici e Antonio Tajani dei Popolari. Per i primi tre scrutini sarà necessaria la maggioranza assoluta. Se nessun candidato avrà il 50 per centro più uno dei voti, dalla quarta chiama si passerà a eleggere uno tra i primi due più votati in precedenza.

Servizi dalla diocesi

Prendono il via il 4 e 5 febbraio 6 weekend nell'arco dell'anno per imparare a conoscere se stessi, guardare avanti, assumersi dei rischi in uno spirito di sinodalità e in una prospettiva di valori evangelici. Una scuola per leader, in ambito ecclesiale ma dai contenuti  che possono tornare utili anche in altri ambiti della vita.

“La Buena Onda” è la proposta che la parrocchia Santa Tecla di Este dedica ai giovani dai 18 ai 30 anni. Tre diversi percorsi in cui trovano spazio non solo incontri di fede ma anche serate dedicate all'attualità. Obiettivo, mantenere vivo e sviluppare il "tesoro" di entusiasmo e condivisione accumulato nei giorni della Gmg di Cracovia. Domenica 15 alle ore 21 il prossimo appuntamento, dedicato al prossimo Sinodo dei giovani.

Dopo 110 anni di "presenza misericordiosa" nella conca bellunese, domenica scorsa l'unità pastorale di Arsiè si è accommiatata delle Sorelle della misericordia di Verona che hanno chiuso «con il cuore addolorato» la comunità arsedese. Il saluto accorato di don Sergio Bartolomiello (in paese da 64 anni) e la storia della presenza delle religiose e delle loro opere [nella foto con l'attuale parroco moderatore don Alberto Peron].

Un gruppo di ragazzi di Sarmeola sta allestendo il musical Un vagito nella notte di Carlo Tedeschi, dedicato al presepe di Greccio. Un laboratorio formativo che insegna un'arte e fa crescere nella fratellanza e nella fede. Domenica 8 gennaio, in scena al teatro dell'Opera della provvidenza.

La festa dell'Epifania del 6 gennaio sarà l'occasione per inaugurare la riapertura del centro parrocchiale. Condivisione e proposte ricreative sono gli obiettivi dei volontari che si sono resi disponibili per le attività domenicali.

Il 2017 dell'Azione cattolica di Padova è pronto a scattare dai blocchi di partenza. Il 14 gennaio si incontreranno gli educatori dell'Acr e del settore giovani per acquisire nuove competenze animative grazie ai laboratori organizzati negli spazi dell'istituto Barbarigo e del seminario maggiore. A pochi passi, nella parrocchia del Torresino, i presidenti parrocchiali neo eletti si conosceranno per iniziare insieme il triennio di responsabilità associativa.

Dal 10 gennaio la parrocchia di Chiesanuova propone per la seconda volta un percorso formativo sui dieci comandamenti che, letti in chiave cristocentrica, acquistano un significato che parla anche all'uomo contemporaneo.

Varcata la soglia dei 70 incontri nelle parrocchie e nei vicariati della diocesi per coinvolgere sempre più giovani nel Sinodo voluto per loro dal vescovo Claudio che si aprirà ufficialmente il 3 giugno. Fino ad allora le commissioni lavoreranno a pieno ritmo. Don Paolo Zaramella: «Sarà un'esperienza decisiva».

Appuntamenti diocesani

Unità dei cristiani: alcuni incontri

Lunedì, 16 Gennaio 2017 dalle 20:45 alle 23:00

Unità dei cristiani: alcuni incontri

Mercoledì, 18 Gennaio 2017 dalle 20:30 alle 23:00

Unità dei cristiani: alcuni incontri

Giovedì, 19 Gennaio 2017 dalle 20:30 alle 23:00

Continuano le serate di presentazione del sinodo dei giovani nei vicariati

Venerdì, 20 Gennaio 2017 dalle 20:30 alle 23:30

Unità dei cristiani: alcuni incontri

Venerdì, 20 Gennaio 2017 dalle 20:45 alle 23:30

Incontro su “Violenza contro le donne e uomini maltrattati”

Venerdì, 20 Gennaio 2017 dalle 20:45 alle 23:30

Unità dei cristiani: alcuni incontri

Sabato, 21 Gennaio 2017 dalle 18:00 alle 20:30

Sabato 21 recital dei giovanissimi

Sabato, 21 Gennaio 2017 dalle 20:45 alle 23:30

Torna la lectio divina domenicale

Domenica, 22 Gennaio 2017 dalle 09:15 alle 10:45

Unità dei cristiani: preghiera ecumenica

Mercoledì, 25 Gennaio 2017 dalle 20:45 alle 22:00

vedi tutti gli eventi

«Pure la Chiesa desidera mettersi in ascolto della vostra voce, della vostra sensibilità, della vostra fede; perfino dei vostri dubbi e delle vostre critiche». Così papa Francesco nella sua lettera di oggi rivolta ai giovani. Su di loro si concentrerà il sinodo dei vescovi del 2018, e proprio oggi viene presentato in Vaticano il documento preparatorio. «Carissimi giovani – le parole del papa – avete sentito quest’impulso a mettervi in cammino? Sono sicuro che, sebbene il frastuono e lo stordimento sembrino regnare nel mondo, questa chiamata continua a risuonare nel vostro animo per aprirlo alla gioia piena. Ciò sarà possibile nella misura in cui, anche attraverso l’accompagnamento di guide esperte, saprete intraprendere un itinerario di discernimento per scoprire il progetto di Dio sulla vostra vita».

Per monsignor Guerino Di Tora, presidente della Fondazione Migrantes e della Commissione episcopale Cei per le migrazioni, "basterebbe che ciascun comune ospitasse due immigrati e mezzo ogni mille abitanti, per cambiare completamente il contesto". Nel mondo cattolico, aggiunge, "non si comprende che il Papa pone l’attenzione su un aspetto peculiare dell’esperienza cristiana, che si realizza nella storia e nella contingenza": "Oggi viviamo in un mondo globalizzato. Le persone si spostano. Il fenomeno delle migrazioni è una questione epocale che, però, anche i cattolici sottovalutano o rifiutano. Ci siamo ormai adattati a una forma di vita cristiana all’insegna del benessere e pensiamo unicamente al nostro interesse"

Il messaggio di papa Francesco per la XXV Giornata mondiale del malato. Prendersi cura della fragilità, soprattutto quando è estrema, ha la potenzialità di far diventare la società meno crudele e disumana. E quando, poi, la fede illumina la vita, allora riconoscere nel volto del malato quello di Cristo stesso, porta alla vera unione con Dio. La riflessione di Carmine Arice, direttore Ufficio nazionale per la pastorale della salute della Cei.