L'inchiesta

Il quartiere, passato nel corso degli anni dalla centralità delle industrie alla delocalizzazione, rispecchia il disegno logico che governa l'attuale società. Con i suoi molteplici ed eterogenei attori, l'Arcella potrebbe rappresentare un incubatore della futura visione globale.  


Dallo sviluppo caotico e senza norme del periodo postbellico, l'Arcella ha assunto una fisionomia urbana differente in più punti in base alle industrie. Dopo il ricollocamento della fabbrica Sangati, il progetto dell'architetto Gregotti voleva riqualificare la zona con edifici avveniristici: è rimasta, invece, solo la torre in piazza Azzurri d'Italia, mentre il quartiere avverte la mancanza di uno spazio d'integrazione e di luoghi verdi.


Dal 2009, il tram, con corse frequenti e in pochi minuti, collega l'Arcella al centro di Padova. Ormai entrato nella vita quotidiana dei cittadini, il metrobus ha, però, dei limiti come le dimensioni troppo ridotte e il capolinea nord. Per i residenti, una soluzione alternativa potrebbero essere i bus, ma negli ultimi mesi molte linee hanno cambiato percorso e non riescono a coprire tutto il quartiere

Scuole, patronati e associazioni sono i luoghi dove si respira la voglia di creare rete. Negozi etnici si mischiano a quelli italiani, c'è la scuola di italo-cinese, fiore all'occhiello di una comunità non sempre aperta al dialogo e non mancano i residenti che, al sentir pronunciare la parola multiculturalità, si infastidiscono come se tanta enfasi sulla presenza straniera cancellasse ogni altro aspetto del quartiere. 

Le storie

Nel quartiere Arcella si avverte la carenza di luoghi d'aggregazione e attività per i giovani. Allora perché non crearli? Dallo spritz-baratto a un gruppo su Facebook che ripercorre le tappe della "social street", tre studentesse di psicologia, provano a stimolare i ragazzi del quartiere riportandoli a vivere le strade. Con deliberati atti di gentilezza: è il progetto "città gentile", promosso dal docente Santinello e sviluppato dalla ragazze.

In prossimità del rondò del Borgomagno, Tony Gallo ha voluto trasmettere il suo messaggio di "benvenuto" rivolto a chi viene da fuori. Nato e cresciuto nel quartiere a nord di Padova, l'artista crede nella forza della street art come elemento per combattere il degrado. Ma quest'opera c'è anche un valore personale.  

Richard vive nel quartiere Arcella dal 1999, insegna inglese e si è trasferito in Italia per amore. Viene da Swindon, città che ha votato per il "leave" durante il referendum sulla permanenza del Regno unito nell'Unione europea. Una decisione inaspettata anche per lui che prova a ricostruire le motivazioni partendo dall'immigrazione, uno dei temi che più ha spaccato gli inglese.   

Anche la comunità bangladese si è riunita nel centro di preghiera nell'Arcella per pregare e mangiare assieme. La festa del fine digiuno, in giro per il mondo e anche in Italia, si è celebrata in due giorni differenti, il 5 e il 6 luglio, in base a diverse scuole di pensiero e all'avvistamento della luna nuova.

La "LiMo bike" è stata pensata per il progetto ContArcella che, proprio attraverso il libro, si propone di rileggere il quartiere a nord di Padova. La libreria mobile porta con sé l’idea del riciclo e del riuso di oggetti altrimenti destinati alla discarica: il veicolo, infatti, è stato realizzato da Pablo di Riparati, uno spazio nato dall'idea di Angoli di mondo che da anni, oltre al commercio equosolidale, promuove l’usato.

Organizzato da due classi della scuola Salvo D'Acquisto, nel quartiere Arcella, il progetto ha coinvolto anche le famiglie. Ideato dall'associazione Arcadia, attraverso l'oggetto personale si vuole creare condivisione tra diversi paesi del mondo e regioni d'Italia. L'esperimento è riuscito e la mostra è attualmente visitabile nella sede dell'associazione Xena.

Il parco Fantasia, in ansa Borgomagno, a ovest dell'Arcella, è stato indicato all'interno del "Piano di commercio" come luogo adibito per l'insediamento di una grande area di vendita. Da tempo i residenti stanno protestando contro questa decisione, ma questa volta hanno deciso di farlo in maniera danzante: tanti balli della tradizione veneta, italiana ed europea per dire "no" a un nuovo centro commerciale.

Prodotte dalla prestigiosa e antica fonderia Cavandini di Verona, le campane furono accolte nel 1922 dalla popolazione e benedette dal vescovo Pelizzo. Dalla più piccola alla più grande, le otto campane hanno una storia particolare e dei nomi prestigiosi: quelli dei personaggi legati alla vita di sant'Antonio. 

Nonostante qualche goccia di pioggia, la sera del 12 giugno, nell'Arcella si è svolta la tradizionale rievocazione del Transito di sant'Antonio. Dal rintocco della campane ai buoi che hanno trainato il carro con la statua del francescano morente, molti fedeli e curiosi hanno assistito all'evento che appassiona da decenni il quartiere.

Tre giorni di sport, danze, musica e tante iniziative culturali nel parco dell'Arcella: è il primo festival organizzato dalla polisportiva San Precario. Nata nel 2007 con l'intento di trasmettere i valori più genuini dello sport, la polisportiva si è impegnata nel ridare vita al Milcovich. Tornei e tanto divertimento all'insegna del rispetto, dell'uguaglianza contro ogni forma di razzismo e intolleranza. 

Migliorare il quartiere partendo dai bisogni più vicini ai cittadini senza puntare su progetti costosi: è l'idea dell'architetto argentino, Antonio Huaroto, che da dieci anni sta realizzando percorsi verdi all'interno dell'Arcella contrastando il degrado urbano. Una pista ciclabile attraverserà San Bellino per circa un chilometro permettendo a bambini, anziani e mamme con passeggini di camminare accanto a orti botanici e giardini: un tratto è già stato realizzato e i residenti sono entusiasti.  

Attuale calciatrice del Tavagnacco e tra le più quotate nel panorama italiano, la centrocampista di Padova ha mosso i primi passi nel patronato di Sant'Antonin prima di spiccare il volo tra Verona, Friuli Venezia Giulia e Sardegna. Molti trofei vinti, la gioia della prima convocazione in Nazionale a 17 anni e qualche aneddoto passato quando era l'unica ragazzina in una squadra di bambini. 

Nato da un'idea di Francesco Cocchiglia che si occupa della comunicazione della squadra di calcio, il museo della polisportiva cresciuta sotto l'ombra del campanile di Sant'Antonio ripercorre quasi un secolo di vita, tra ricordi frammentati, foto ingiallite e maglie storiche. Tra calcio, volley, basket c'è spazio anche per il baseball e il ciclismo. E tra gli sportivi arcellani spuntano atleti conosciuti in tutta Italia

Padova è una città ricca d'arte e l’Arcella, in particolar modo, è l’incontro di due realtà che si intrecciano per le strade: il graffitismo e la street art. Due ragazzi hanno deciso di organizzare una serie di passeggiate per avvicinare la cittadinanza alla cultura dell'arte urbana per superare stereotipi e pregiudizi

La chiesa sorge nella zona ovest del quartiere Arcella e lo scorso 1° maggio, durante la Pasqua ortodossa, ha accolto circa mille fedeli. Voluta fortemente della comunità moldava, la chiesa non sarà solo un luogo di culto, ma anche un punto di incontro e un tetto dove mangiare per le persone in difficoltà 

La multietnicità come realtà positiva dove far crescere suo figlio. Marco, del comitato "Rete Arcella viva", difende gli spazi verdi della zona e, ad aprile, ha promosso l'iniziativa "Poesie senza lucchetto" contro la decisione di recintare parco Campanula, vietando l'ingresso agli adulti non accompagnati da bambini. Il suo pensiero va soprattutto agli anziani che perdono un luogo di aggregazione.