Qualche promessa, pochi progetti per l'Italia giovane

Quanto spazio c'è per i giovani all'interno dei programmi dei principali partiti politici in vista delle prossime elezioni? Non molta, ma non dovrebbe sorprendere...

Qualche promessa, pochi progetti per l'Italia giovane

Quando si tratta di bacchettare, gli adulti trovano sempre il tempo e il modo – talvolta anche inappropriato – di rivolgersi ai giovani.
Forse l’ultima esternazione in ordine di tempo, non proprio un rimprovero ma più una generalizzazione superficiale, è quella di cui si è reso protagonista Silvio Berlusconi definendo i tre milioni di inoccupati persone che «si svegliano la mattina a mezzogiorno, si rintanano nella loro stanza a giocare col computer, mangiano la sera e poi vanno in discoteca».
Poi magari entrando più nello specifico, ascoltandone le storie, ci si rende conto che gli under 30 che hanno smesso di cercare lavoro, i cosiddetti Neet, meriterebbero riflessioni sociali ben più profonde di qualche ramanzina. Il leader di Forza Italia, in realtà, ha concluso il suo intervento proponendo la «decontribuzione totale per il contratto di apprendistato e decontribuzione e defiscalizzazione totale anche per il contratto di primo impiego». Ma è evidente che, col voto del 4 marzo alle porte, generalizzazioni che finiscono solo per alimentare lo scontro generazionale, finiscono solo per aumentare nei giovani una giù diffusa sfiducia nella politica.

Sfogliando i vari programmi, seppur con qualche divergenza ancora da limare, è facile trovare proposte sulla flat tax, sulle pensioni, sul reddito di cittadinanza. Un po’ più contorte e aleatorie sono le questioni che riguardano la fascia di elettorato sotto ai 30 anni: disoccupazione, progetti lavorativi, studio e formazione, ma anche il costruire una famiglia. Le promesse non mancano, ma non è un caso se il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel consueto discorso di fine anno ha rivolto un appello alla serietà dei partiti chiedendo programmi realistici e adeguati.

Il Partito Democratico parla dei giovani come dei grandi esclusi dall'Italia di oggi, vittime principali delle dinamiche disgregative degli ultimi anni. Nel programma, dicono dal Pd, non si è voluto dedicare un capitolo alle politiche giovanili perché non sono relegabili a “un tema” politico: “Per i giovani, con i giovani. Per tutti” è lo slogan. Tra le proposte: salario minimo garantito; la strutturazione di un canale formativo professionalizzante; potenziamento della via italiana al sistema duale di alternanza scuola-lavoro; sostegno alla diffusione dell’apprendistato formativo; misure fiscali per le famiglie con figli e bonus cultura più strutturale.

Nel programma del Movimento 5 Stelle sono affrontati due problemi particolarmente gravi che affliggono l’Italia, tra loro interconnessi: il calo della natalità e la crisi occupazionale dei giovani. I pentastellati propongono un concreto sostegno economico alle famiglie con uno o più figli, incentivando le aziende che promuovono politiche “family friendly”. Ma se i giovani stentano a fare figli è anche perché un lavoro spesso non ce l’hanno oppure è precario, affermano, a causa del Jobs act. La soluzione è il reddito di cittadinanza, grazie al quale chiunque può vivere dignitosamente mentre si forma e cerca lavoro. Sempre in tema di lavoro, per creare occupazione, M5S chiede di investire in nuova tecnologia che porta con sé nuove figure professionali.

I tre principali partiti di centrodestra, Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia, si presenteranno sotto un’unica coalizione: il 18 gennaio hanno firmato un programma comune nel quale se si ricerca la parola “giovani” la troviamo esplicitamente espressa solo nella tutela del lavoro delle giovani madri e in un più generico obiettivo di piena occupazione attraverso stage, lavoro e formazione. In un ragionamento “a effetto domino” l’attenzione sul futuro della società passa anche dalla flax tax e dall’abolizione della legge Fornero. Con il sistema fiscale proposto il centrodestra vuole lasciare alle famiglie più soldi per i consumi facendo crescere la produzione e l’occupazione. La riforma della scuola, invece, chiede di rivedere l'età di pensionamento per dare spazio ai giovani.

All’interno del programma di Liberi e Uguali, la lista di sinistra guidata dal presidente del Senato Pietro Grasso, si parla di uguaglianza nei diritti e dignità per i lavoratori. In tema di politiche giovanili, Leu chiede un turnover soprattutto nella pubblica amministrazione: superare situazioni di precarietà ormai croniche e assumere giovani con le competenze di cui i settori pubblici oggi sono carenti.

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