Restauro al palazzo del Bo. Il dipinto ritrae la città di Padova
L’affresco di Fulvio Pendini sotto il portico del palazzo del Bo è stato restaurato: rappresenta la città e i simboli delle discipline di studio. È una carta geografica ideale e semplificata che individua i monumenti principali padovani a partire dallo storico palazzo della Ragione e dallo stesso Bo, la sede degli studi universitari
È tornato a splendere l’affresco di Fulvio Pendini che si trova a Padova all’angolo tra via VIII Febbraio e via San Francesco, nella parte superiore del portale che introduce al sottoportico dell’ex palazzo Capodivacca, sede dell’università. Realizzato nel 1952 dal celebre pittore padovano (1907-75), il dipinto si intitola “La città del pensiero”. La grande opera d’arte pubblica, che misura 4×4,25 metri, fu realizzata a fresco ed è stata oggetto di un’operazione di pulizia e consolidamento e, restituita alla città, mostra ora tutta la bellezza della sua cromia, permettendo di coglierne i particolari precedentemente coperti dal deposito di polveri e smog. Il Pendini è stato uno dei pittori più noti del ricco panorama artistico padovano della metà del Novecento. Diplomatosi all’istituto Selvatico, studente all’Accademia veneziana, ha lasciato molte opere in ambienti pubblici della città, tra cui un grande affresco in Questura e uno in Prefettura; altra opera pubblica come quella del sottoportico del Bo si trova in galleria Santa Lucia, come al piano terra di palazzo Quirinetta in piazza Insurrezione; altra opera è nella sede della banca Antoniana, e sue sono alcune lunette nella chiesa del Carmine e gli affreschi sulle loggette del Caffè Pedrocchi. Anche il collegio Gregorianum conserva diverse sue opere. L’intervento di recupero è stato inaugurato il 3 giugno scorso. La cerimonia è stata aperta dalla rettrice Daniela Mapelli, che ha sottolineato come la restituzione dell’opera simboleggi il legame tra la città e l’istituzione universitaria. L’opera di Pendini è infatti un omaggio alle relazioni intessute nei secoli tra l’ateneo e la città del Santo: rappresenta una sorta di carta geografica, semplificata e ideale, che individua i suoi monumenti più celebri a partire dal palazzo della Ragione, che spicca al centro. Al di sotto della mappa sono invece riprodotti i simboli delle diverse discipline di studio dell’ateneo. All’inaugurazione erano presenti anche Monica Salvadori, prorettrice al Patrimonio artistico, storico e culturale, Marta Nezzo, direttrice del Centro di ateneo per la Storia dell’università di Padova, Guido Bartorelli, referente per le collezioni d’arte contemporanea dell’ateneo. È intervenuta quindi la presidente dell’associazione degli Amici dell’università di Padova, organizzazione benemerita che ha sostenuto le spese dell’operazione di restauro, Anna Soatto, per la quale l’iniziativa rafforza il senso di appartenenza e consapevolezza di un patrimonio condiviso. L’associazione è costituita oggi da oltre settanta tra enti e persone fisiche, legate all’istituzione universitaria.
Fulvio Pendini, molte opere nelle chiese
Oltre al dipinto del Bo, vi sono sue opere anche in varie chiese padovane: suoi sono il grande affresco alla Madonna Incoronata e il disegno delle vetrate della chiesa dei Santi Angeli custodi alla Guizza, e alcune lunette nella basilica del Carmine.