Fatti | Dal Municipio al Campanile
Comunità orientata al futuro. La sindaca: «Siamo un piccolo comune con una bella propensione al sociale, la presenza di un tessuto associativo importante ne è la chiara testimonianza»
Una comunità di 1.800 abitanti, che è fiera della sua storia, ma guarda anche al futuro, collaborando con quelle vicine. Si potrebbe riassumere così l’impegno di Lara Burato, 53 anni, geometra, sindaco di Masi da maggio 2026, dopo essere stata a lungo in amministrazione con l’incarico di vicesindaco di Cosimo Galassini. «Il sindaco di un piccolo paese è sempre disponibile e raggiungibile dai suoi cittadini, un impegno che però dà anche molte soddisfazioni», dice la prima cittadina, che già in campagna elettorale si è detta favorevole alla fusione con la vicina Castelbaldo, bocciata nel 2018.
Masi, grazie alla vivacità imprenditoriale del territorio circostante, con la presenza del centro logistico di Amazon nel vicino territorio rodigino, ha richiamato famiglie giovani in paese, anche se il settore agricolo resta sempre una delle attività più diffuse sul territorio, con la presenza della vite per la produzione di prosecco. «Ne sono una prova le scuole: dall’asilo nido comunale, che è sempre completo con 20 piccoli, la scuola dell’infanzia che ne occoglie 50, seguite dalla Spes con ottimi riscontri e la primaria che viaggia a pieno regime – evidenzia la sindaca – Proprio alla primaria, che è stata recentemente efficientata, offriamo il servizio di entrata anticipata e del doposcuola diretto dai progetti dell’associazione Opportunities, oltre che una cucina interna, andando così incontro alle esigenze proprio delle famiglie giovani».
Da sottolineare il centro estivo che nel Comune di Masi è organizzato storicamente dall’associazione di promozione sociale Joker, una realtà profondamente radicata nel territorio comunale fin dal 2009 e che accompagna i bimbi per tutta l’estate. La biblioteca comunale è un punto di aggregazione per tutta la comunità dove vengono organizzate diverse attività, in particolare la presentazione di libri. L’amministrazione comunale di Masi, che ha rapporti di collaborazione con la parrocchia, è impegnata anche in alcune trattative con la Curia di Padova per acquisire lo stabile dell’ex scuola materna allo scopo di realizzarvi una casa delle associazioni e centro di aggregazione per giovani e anziani. Tra i lavori pubblici in corso di realizzazione grazie a contributi regionali, un nuovo parco, con giochi inclusivi per favorire socializzazione e integrazione nelle immediate vicinanze del polo scolastico oltre che alla realizzazione di un capiente parcheggio utile alle scuole e alla palestra dove si svolgono corsi serali di ginnastica per giovani e adulti.
«Siamo una piccola comunità con una bella propensione al sociale, la presenza di un tessuto associativo importante ne è la chiara testimonianza», dice ancora la prima cittadina; la volontà dell’amministrazione è quella di dare spazi alla comunità e alle associazioni con ambienti più adeguati di quelli attuali nell’ex municipio.
Qualche difficoltà per i residenti di questa parte della provincia si segnala per l’assistenza sanitaria: «Siamo molto più comodi agli ospedali di Trecenta e Legnago o al centro sanitario di Badia Polesine e auspico che i nostri cittadini possano accedere a quei presidi con gli stessi diritti dei residenti, una misura adottata durante la pandemia di qualche anno fa».
Masi è attraversata dalla Ciclovia dell’Adige, itinerario che collega Verona al Delta del Po e a Chioggia.
Il parroco: «La comunità cristiana è partecipe, anche grazie alla presenza di parecchie famiglie giovani. Le liturgie sono ben curate e c’è collaborazione con le altre parrocchie»
Quando si dice Masi, ancora oggi vi si collega il nome di monsignor Alfredo Battisti (1925-2021), arcivescovo metropolita di Udine dal 1973 al 2000, che ebbe i suoi natali proprio nel paese che sorge sulle rive dell’Adige. mons. Battisti è rimasto nella storia d’Italia come il “vescovo del terremoto”: fu la figura chiave della ricostruzione morale e materiale del Friuli dopo il devastante sisma del 1976. La sua celebre linea d’azione, «prima le fabbriche, poi le case, poi le chiese», divenne il manifesto della rinascita di quel territorio. Prima della nomina ad arcivescovo di Udine, fu dapprima cancelliere e poi vicario generale a Padova.
E proprio da “don Alfredo”, come ancora lo ricordano i masieri, parte la riflessione di don Lorenzo Mischiati, parroco di Masi dal 2017, incarico che condivide con le parrocchie di Castelbaldo e Piacenza d’Adige. «Dai primi anni del ᾿900 a oggi la comunità ha visto succedersi solo tre parroci: don Angelo Segato, mons. Giovanni Masiero e don Giuseppe Pertegato – evidenzia il parroco – Dal 1950 al 1985 don Giovanni Masiero, storico e indimenticato parroco, ha guidato la comunità per ben 35 anni. Poi don Giuseppe Pertegato dal 1985 al 2015, che fu cooperatore a Masi all’inizio del suo ministero e successivamente venne nominato parroco, restandovi per altri 30 anni».
Sacerdoti che hanno lasciato un segno profondo in paese. Proprio a don Pertegato verrà intitolata la piazza della ex sede comunale il prossimo 11 ottobre, nel decimo anniversario della sua morte, avvenuta nel 2016.
«La comunità parrocchiale è partecipe, anche grazie alla presenza di parecchie famiglie giovani – sottolinea don Mischiati – La catechesi viene svolta regolarmente e anche per gli adolescenti la parrocchia propone un cammino di crescita nella fede. Le liturgie sono ben curate, anche grazie alla presenza del gruppo ministranti e della corale parrocchiale». La chiesa, intitolata a San Bartolomeo apostolo, è del 1950: la precedente, ben più antica e risalente al 1300, fu semidistrutta nella parte absidale durante il bombardamento del ponte di Badia del 1945. Il parroco dell’epoca, don Angelo Segato, valutò con la comunità l’opportunità di ricostruirla in una diversa collocazione. Di particolare pregio è l’oratorio del Cristo d’Oro, risalente al 16° secolo e legato alla confraternita dei Battuti, presente anche nella parrocchia di Castelbaldo.
In parrocchia la fede è ben viva, come testimonia il fatto che un giovane di Masi entrerà a far parte di Casa Sant’Andrea, la Comunità vocazionale della Diocesi di Padova. Molto attivo a Masi è anche il circolo Noi: «Vi lavorano in sintonia due realtà – spiega don Lorenzo – il gruppo volontari della cucina, che organizza frequenti incontri conviviali per la comunità, e il gruppo eventi, che propone con cadenza quindicinale da ottobre a maggio la tombola del sabato sera. Vi partecipano persone di tutte le età, registrando oltre 110 presenze anche dai paesi vicini: un appuntamento che favorisce la socializzazione e l’unità fra Masi e Badia».
Oltre a San Bartolomeo, titolare della parrocchia, la sagra nella seconda domenica di luglio è intitolata alla compatrona di Masi, sant’Eurosia; una manifestazione molto sentita da tutta la comunità, durante la quale si rinnova la bella tradizione della processione con la statua della Santa. Sul fronte della carità, don Lorenzo segnala infine «la bella collaborazione tra le Caritas delle tre parrocchie di Masi, Castelbaldo e Piacenza d’Adige, che si interfacciano frequentemente per un’azione sempre più efficace a sostegno delle persone fragili».
Il nucleo primitivo del paese dovrebbe risalire al 1359, anno di costruzione della chiesa di San Bartolomeo. Il Comune conta circa 1.800 abitanti (erano 2.100 nella seconda metà dell’Ottocento) e il toponimo Masi deriva da manso, un’unità di misura agricola medievale.