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Dal Campo Alla Tavola | Dal Campo Alla Tavola #06 2026

lunedì 12 Ottobre 2026

Anche il buon cibo si impara in classe

Scuola. Sono ripartiti i progetti di educazione alimentare e ambientale proposti dalle aziende agricole aderenti a Coldiretti
Redazione
Redazione

Il nuovo anno scolastico ha ormai preso il via e con esso anche le consuete attività di educazione alimentare e ambientale proposte dalle aziende agricole, dagli agriturismi e dalle fattorie didattiche e sociali, come quelle aderenti a Coldiretti: una vera task force che coinvolge centinaia di classi nel territorio padovano e regionale.
Nel territorio provinciale, fa sapere Coldiretti Padova, saranno coinvolti cinquemila studenti provenienti da più di 30 istituti scolastici e oltre 250 classi. I progetti “Sem’insegni… dalla terra alla cura: il cibo che nutre la salute” per le scuole dell’infanzia e primaria e “Teen’segno” per le secondarie giungono alla sesta edizione e vedono coinvolte Donne Coldiretti Veneto insieme a Giovani Impresa, Senior, Fondazione Campagna Amica e Fondazione Aletheia. L’iniziativa si inserisce nel protocollo d’intesa siglato nel 2019 tra il Ministero dell’Istruzione e Coldiretti per sviluppare competenze legate alla sostenibilità, all’economia circolare e all’agricoltura innovativa.
«In un’epoca in cui si fatica a distinguere un alimento naturale da uno industriale o ultra-processato – spiega Valentina Galesso, presidente di Donne Coldiretti Veneto – avvertiamo la responsabilità sociale di guidare i più giovani alla riscoperta del cibo vero, quello nato dalla nostra terra e curato dai nostri produttori. Non si tratta di una semplice proposta scolastica, ma di un investimento culturale cruciale per le generazioni future. L’impegno capillare delle nostre donne e dei nostri giovani agricoltori rappresenta il cuore pulsante di questo grande cantiere educativo che parte proprio dalle aule per seminare consapevolezza e futuro. Attraverso un patto educativo tra scuola, famiglie e agricoltori, vogliamo contrastare la piaga dell’obesità infantile e promuovere un approccio consapevole alla salute basato sulla dieta mediterranea e i prodotti a chilometro zero».
Il programma offre proposte didattiche personalizzabili per rispondere alle esigenze delle singole classi. Per i più piccoli della scuola dell’infanzia e della primaria, il percorso prevede la preparazione di un orto in cassetta o in vaso, uno strumento ideale per comprendere la stagionalità, la cura della terra e il valore della pazienza. Quest’anno è stato inserito un percorso dedicato al rapporto tra alimentazione, salute e benessere, con particolare attenzione alla prevenzione dell’obesità infantile e ai dettami del “Manifesto di Udine”: i laboratori sulla “merenda salutare” sono ideati per sostituire snack iperzuccherati e prodotti ultra-processati con cibo naturale. Vi sono poi percorsi sensoriali dedicati alla biodiversità, al ciclo del latte, all’olio extravergine d’oliva con relativa degustazione.
La sezione “Aria pulita in aula” sfrutta invece la conoscenza di piante specifiche capaci di ridurre l’anidride carbonica del venti per cento e le polveri sottili del 15 per cento negli ambienti scolastici.
Per gli studenti più grandi la proposta esplora temi come l’etichettatura d’origine dei prodotti, l’economia circolare, il riciclo dei materiali, il turismo rurale e la legalità. Sono previsti studi sulle tipicità locali e visite a borghi storici e mercati di vendita diretta.
«Insegnare a leggere un’etichetta, a riconoscere l’origine di un prodotto e a comprendere cosa c’è dietro una filiera trasparente – prosegue Galesso – significa formare cittadini liberi e critici. Chiediamo inoltre che il valore del cibo locale entri con decisione nelle mense scolastiche, superando la logica del massimo ribasso nelle gare d’appalto per dare priorità ad alimenti freschi e di stagione».

In prima linea sono i giovani e le donne

Attraverso un percorso multidisciplinare e laboratoriale dall’infanzia fino alle scuole secondarie di secondo grado, Coldiretti mette in campo imprenditrici e giovani agricoltori per costruire un legame consapevole tra la natura e le nuove generazioni.

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