Fatti
Con il telefono sempre acceso. Il sindaco: «Sono in municipio dalle 7.30. Io e molti assessori abbiamo fatto gli animatori in Azione cattolica. Nel 2007 avevamo quasi 5 milioni di euro di debito: ora è a 640 mila»
Arriva da lontano “Per il bene comune”, la lista che dal 2007 amministra Campagna Lupia. «Siamo una squadra che esce dalla parrocchia – spiega Alberto Natin che, dopo due legislature come titolare dei Servizi sociali, nel 2017 ha accettato di vestire la fascia tricolore – Sia il sottoscritto che altri assessori abbiamo fatto gli animatori di Azione cattolica, la maggior parte di noi non ha tessere di partito, ma anche chi ha la tessera arriva dalle parrocchie, di Campagna Lupia, di Lova e Lughetto. Una delle accuse che ci faceva l’opposizione anni fa era quella di aver portato il patronato in Comune, ma non l’ho mai sentita come un’offesa. Il nostro cappellano di quando avevamo 16-20 anni, don Vittorio Stecca, venuto a mancare durante il Covid, ci diceva sempre “quello che state imparando non potete tenerlo solo dentro la parrocchia”. Campagna Lupia, 30-40 anni fa, ricordava un po’ le vicende di don Camillo e Peppone. Quando io ho cominciato a fare l’assessore al sociale, mi sono reso conto che i semplici contributi economici alle famiglie in difficoltà non danno un vero aiuto. Stiamo lavorando per far crescere i nuclei in difficoltà, abbiamo dato loro la possibilità di “contraccambiare” in qualche modo con dei progetti sociali, anche grazie all’associazione Lupia Solidale».
Sempre ricordando che chi amministra deve sottostare a regole ben precise: «Faccio un esempio: abbiamo posizionato di recente una nuova passerella su una piazza che abbiamo realizzato due anni fa nella frazione di Lova. Abbiamo partecipato a un bando in cui abbiamo chiesto un finanziamento per la passerella che è costata più di 600 mila euro. Qualcuno dice che potevamo occuparci delle buche e dei lampioni che non funzionano, ma il cittadino dovrebbe sapere che, se partecipo a un bando, devo eseguire quel progetto. Non posso prendere i 600 mila euro e realizzare altre opere».
Un risultato di cui il sindaco di Campagna Lupia va orgoglioso è la riduzione del debito del Comune. «Nel 2007 avevamo 4 milioni e 800 mila euro di debito, oggi siamo scesi a 640 mila euro, ma comunque svolgendo attività. Abbiamo fatto un palazzetto, costruito una piazza a Lova. Stiamo lavorando per avere vicino agli impianti sportivi un nuovo parco che faccia anche da invaso in caso di alluvione». Ma Campagna Lupia sta pensando a qualche progetto di fusione? «Abbiamo un buon rapporto con Campolongo Maggiore, lavoriamo insieme su alcuni progetti. Facciamo parte dell’Unione dei Comuni della Riviera del Brenta con Fossò, Fiesso d’Artico e Dolo. Personalmente potrei anche essere propenso, ma temo che i nostri cittadini siano più campanilisti del sindaco. Forse sarebbe auspicabile che il Governo nazionale prendesse l’iniziativa, stabilendo che non ci possono essere Comuni sotto i 20 mila abitanti e per quelli montani che non ci possono essere sotto i 2-3 mila abitanti».
Natin non ha rinunciato alla sua attività professionale, altrettanto delicata. «Sono il coordinatore del blocco operatorio dell’ospedale di Dolo. Penso che anche questo sia un modo di dare testimonianza, non tralasciando certamente la famiglia (ha due figli, di 27 e di 23 anni, ndr). Di mattina, alle 7.30, vengo in municipio. Nella pausa pranzo e nel primo pomeriggio lavoro in ospedale tre-quattro ore. Non ho la reperibilità, ma se c’è necessità mi contattano. Non ho mai il telefono spento».
Il parroco: «La collaborazione pastorale è partita bene, fra preti siamo affiatati. Lupia Solidale era nata dalla parrocchia, con raccolta di generi alimentari e bollette saldate»
È scattata con il piede giusto la collaborazione pastorale “Campo in rete“ che fa capo a Campagna Lupia. Lo conferma don Giuseppe Masiero, da 13 anni arciprete della comunità di San Pietro Apostolo, che conta all’incirca 5.500 abitanti. «La collaborazione comprende le parrocchie del nostro vecchio vicariato di Campagna Lupia, con l’aggiunta di Campolongo e di Liettoli, che prima facevano riferimento a Piove di Sacco. Trovandosi in Comune di Campolongo, con Bojon San Nicola e Santa Maria Assunta, era logico che venissero con noi. Siamo partiti bene perché fra preti siamo molto affiatati. Già ci aiutavamo prima che iniziasse la collaborazione, ora abbiamo rinsaldato i rapporti. Da qualche mese il vescovo mi ha affiancato come vicario un sacerdote indiano, il padre mercedario Baiju Berkumanse, bravo e preparato». Nel Comune di Campagna Lupia ci sono anche Lughetto e Lova, di cui è parroco, insieme a Calcroci, don Andrea Zanchetta.
«Alcuni anni fa abbiamo riscoperto l’Azione cattolica e andiamo avanti su quello stile. Ci teniamo alla formazione: ci viene dato un metodo di lavoro e così ci sentiamo più Chiesa. Per la Quaresima i ragazzi e i giovanissimi di Ac seguono il programma suggerito dal Centro diocesano. Gli adulti si ritrovano una volta alla settimana: un giovedì si riunisce il gruppo della Parola di Dio, il giovedì seguente facciamo un approfondimento sui ministeri battesimali. Don Maurizio Rigato, docente all’Istituto superiore di scienze religiose, ci ha tenuto una prima lectio divina, poi avremo altri incontri sugli Atti degli apostoli. Se col tempo ci saranno meno preti, lo studio della Parola di Dio farà sì che ci siano anche dei laici un più preparati».
Ma perché in questi anni cala il numero dei sacerdoti? «O è il Padre che non chiama – risponde don Giuseppe, ordinato il 6 giugno di cinquant’anni fa – o siamo noi che non sentiamo la chiamata. Forse non abbiamo più il modo giusto di parlare con la gente. L’anno scorso il vescovo Antonio Mattiazzo ha riunito a Crespano del Grappa, per gli esercizi spirituali, i preti della mia classe. Una sera l’arcivescovo ci ha detto: “Ma ci siamo resi conto di come sono fatti i libri sui quali studiano i nostri ragazzi? Non traspare il senso dell’eternità».
Anche quest’anno a Campagna Lupia si farà festa il 29 giugno, festa del patrono san Pietro Apostolo. «La gente ci tiene e partecipa. Noi curiamo lo stand gastronomico, il Comune promuove attività culturali. Poi a ottobre, siccome la scuola materna è dedicata alla Madonna del Rosario, faremo anche due weekend di festa, dal venerdì alla domenica. L’iniziativa viene realizzata per aiutare il patronato e la scuola materna, in particolare per le spese del riscaldamento e dell’illuminazione».
Ma come sono i rapporti tra parrocchia e Comune? «Ottimi: l’amministrazione è in buona parte formata dagli ex ragazzi del patronato, che si sono presentati agli elettori con un programma molto attento al sociale. Prima il sindaco era Fabio Livieri, adesso c’è Alberto Natin. Mi piace anche ricordare che per iniziativa della parrocchia era nata Lupia Solidale, che continua a operare con il patrocinio del Comune. Ogni mese facciamo una raccolta di generi alimentari, che poi, insieme, distribuiamo. E se c’è qualche bolletta da saldare, contribuiamo a pagarla. Ogni anno, per la festa di Cristo Re, le signore allestiscono un mercatino di solidarietà con i Medici per l’Africa. Abbiamo un ottimo rapporto con il Cuamm, perché a suo tempo don Dante Carraro è stato il nostro cappellano». Non a caso il Comune ha deciso di versare ai Medici con l’Africa 7.155 euro, ovvero un euro per ogni cittadino».
La chiacchierata con don Giuseppe Masiero diventa occasione per ricordare il suo omonimo, già coordinatore della Missione cittadina a Padova nel 1995, stroncato da un infarto il 10 marzo di quattro anni fa: «Eravamo parenti, entrambi oriundi di Legnaro. Cento anni fa la mia famiglia e la sua condividevano la cucina».