Sale la tensione anche in Cisgiordania dove, dal 7 ottobre, 150 palestinesi, tra cui 44 bambini, sono stati uccisi dalle forze israeliane. Tre israeliani sono stati uccisi da palestinesi. Dopo l'attacco terroristico di Hamas, Israele ha proclamato lo stato di guerra e imposto sul territorio cisgiordano il coprifuoco e il divieto a muoversi al di fuori del proprio comune di residenza. Due misure che coinvolgono anche Betlemme e il Caritas Baby hospital, l'unico ospedale pediatrico della Cisgiordania
La diocesi di Firenze organizza con la Caritas diocesana, e il sostegno di Radio Toscana a Toscana Oggi-Osservatore toscano, una raccolta fondi a favore delle famiglie della diocesi che hanno subito danni nelle zone più duramente colpite dalle inondazioni.
Come un nonno ai suoi nipoti: si è presentato così Papa Francesco ai 7mila bambini, giunti da 84 Paesi, in Vaticano, per partecipare oggi pomeriggio all’incontro “I bambini incontrano il Papa”. Un botta e risposta serrato con domande, anche personali, rivolte dai bambini al Pontefice
“Grazie Santità per le preghiere. I nostri bambini si uniranno ai loro coetanei di tutto il mondo per pregare per la pace”, comincia così, con le parole di suor María del Pilar Llerena Vargas, missionaria dell’Istituto del Verbo Incarnato, il video con cui i bambini della parrocchia latina della Sacra Famiglia, l’unica cattolica della Striscia di Gaza, salutano Papa Francesco e i 7mila bambini provenienti da 84 Paesi del mondo che si ritroveranno lunedì 6 novembre, dalle ore 14.30, nell’Aula Paolo VI, per condividere con il Pontefice speranze e preoccupazioni per il futuro, nell’evento intitolato “I bambini incontrano il Papa”.
In una Gaza city ormai circondata dall'esercito israeliano prosegue la vita dei 700 e più sfollati cristiani nella parrocchia latina della Sacra Famiglia. Per tutti l'appuntamento più atteso è la benedizione di Papa Francesco che arriva al termine della sua telefonata quotidiana. Ancora ieri sono cadute bombe nelle vicinanze del complesso parrocchiale. Cresce la paura di trovarsi in mezzo a combattimenti casa per casa
“Questa mattina raid israeliani hanno colpito la scuola delle Suore del Rosario, del patriarcato latino di Gerusalemme nella zona di Tel al-Hawa danneggiando il grande cortile esterno e arrecando danni alle strutture circostanti”: a dare al Sir la notizia è suor Nabila Saleh, preside della scuola, la più grande della Striscia con i suoi 1250 alunni, in larghissima maggioranza musulmani.
"Non si può pensare che Israele non abbia il diritto di vivere, di esistere e di stare. Lo stesso vale per il popolo palestinese. Sono due diritti e uno non è superiore all’altro": così, in una intervista al Sir, il card. Fernando Filoni, Gran Maestro dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme (Oessh), esprime la sua preoccupazione per la guerra in corso tra Israele e Hamas. "Non si può pensare - afferma - che Israele non abbia diritto di esistere, ma questo vale anche per i Palestinesi. Se non superiamo questa divisione è difficile venire fuori dall’attuale situazione dove si vive drammaticamente".
Ieri nuovo appello umanitario di Papa Francesco per Gaza, dove si estende l'offensiva di terra israeliana. Dalla parrocchia latina della Striscia arriva la voce di suor Saleh: "Chi tra i potenti della terra vuole ascoltarlo? Stanno giocando con il sangue dei nostri morti, dei nostri bambini, dei nostri anziani". Intanto la scuola del patriarcato è stata aperta agli sfollati del centro culturale greco-cattolico a rischio bombardamento. Al via anche un progetto di aiuto di Caritas Jerusalem
Il giorno di preghiera e digiuno per la pace di ieri si è trasformato nel giorno peggiore di combattimenti. La comunità cristiana ha trascorso la notte dentro la chiesa per timore di bombardamenti che hanno colpito le zone vicine. Nonostante ciò dalla parrocchia latina si è levato un forte appello alla pace