“Nel 2022, da quando la Russia ha dato inizio alla sua guerra di aggressione contro l’Ucraina, almeno 12 giornalisti e operatori dei media sono stati uccisi e 21 feriti durante l’esercizio della loro professione”.
“Non siamo in grado di giudicare i fatti criminali accaduti in zona Centrale ieri pomeriggio, ad opera di un giovane che ha rapinato e aggredito diverse persone. Non spetta a noi, ma ai responsabili dell’ordine pubblico, giudicare la dinamica di un evento delittuoso e la vicenda personale di chi se ne è reso colpevole”.
“È trascorso quasi un mese dal devastante terremoto che ha sconvolto la Turchia centro-meridionale e la Siria settentrionale, ma l’emergenza umanitaria resta acutissima, nonostante l’onda dell’attenzione mediatica sia ormai scemata. Almeno 50mila morti, circa 120mila feriti, centinaia di migliaia di edifici distrutti o danneggiati, almeno 2 milioni di persone sfollate e 15 milioni in qualche modo colpite dagli effetti del sisma: numeri impietosi, che solo in parte riescono a rappresentare il dolore, le angosce e i disagi che stanno vivendo intere popolazioni”.
In occasione della Giornata europea per una domenica senza lavoro, l’European Sunday Alliance (Esa) chiede ai leader politici e nazionali di dare priorità all’istituzione di un giorno comune europeo di riposo settimanale per i lavoratori – per tradizione di domenica –, come sancito dall’art. 2 della Carta sociale europea.
La presidente della Commissione ha pronunciato oggi, dalla capitale estone, un duro intervento sull'aggressione russa contro l'Ucraina. Un anno di guerra stanno rivelando - a suo dire - tutti gli errori dello Zar. Ma rimane la tragedia di un conflitto sanguinoso. "L'Unione resterà accanto al popolo ucraino". Promessi aiuti economici e altre armi. A Kiev parla di Zelensky. Nota congiunta dei 27 leader Ue. Mancano, però, parole di pace...
Il 24 febbraio ricorre un anno dall'aggressione militare russa all'Ucraina. Morti e distruzioni segnano, come nel passato, il vecchio continente. L'Unione europea, come gli Stati Uniti, è giustamente al fianco di Kiev. E si promettono nuovi armamenti. Ma può essere questa l'unica strada per riportare la pace? Oppure occorre insistere per rimettere in campo la politica e la diplomazia? Ricordandosi che da un conflitto nessuno esce vincitore
Il Consiglio europeo, riunito a Bruxelles, promette ulteriore sostegno all'Ucraina: finanziamenti e armi. I Ventisette richiamano il piano in dieci punti per porre fine al conflitto e invocano un vertice diplomatico. Tra i leader europei serpeggiano malumori e divisioni: la guerra, la crisi economica ed energetica, le migrazioni si frappongono al processo di integrazione. Piena solidarietà e aiuti a Turchia e Siria
“Il destino dell’Europa non è mai dipeso dai politici, ma da ognuno di noi, ognuno di noi conta, ognuno di noi fa la propria parte, ognuno di noi può avere un impatto sulla vittoria comune”.