“Noi, i leader del G7, ci siamo incontrati oggi a Bruxelles su invito della Presidenza tedesca del G7, per rafforzare ulteriormente la nostra cooperazione alla luce dell’aggressione ingiustificata, non provocata e illegale della Russia contro l’Ucraina indipendente e sovrana. Staremo al fianco del governo e del popolo ucraino”.
Dal Consiglio europeo un "decalogo" per affrontare l'emergenza militare, umanitaria ed economica scatenata dall'attacco russo al popolo ucraino. Ieri tre meeting a Bruxelles - Nato, G7 e Ue - con il presidente Usa Biden hanno ribadito il sostegno a Kiev e confermato l'ostilità politica ed energetica verso il Cremlino. La situazione bellica non consente di tirare troppo la corda: la minaccia chimica e nucleare di Putin terrorizza il vecchio continente, che nel frattempo è impegnato a ospitare i profughi e a fare i conti con il possibile taglio delle forniture di gas
“Padre Stan è stato fonte di ispirazione per molte persone. Lo definisco un contemplativo in azione. Credeva nella chiesa che vive il bene comune e che sta con la gente, incarnata, come la vuole Papa Francesco”.
“Nadia de Munari era in Perù da 25 anni, prima sulle Ande, gli ultimi 6 a Nuevo Chimbote, un deserto in riva al mare. Nadia, originaria di Schio aveva scelto l’Operazione Mato Grosso per dedicare la sua vita agli ultimi, ai giovani, seguendo i valori del vangelo nei modi indicati da padre Ugo De Censi, salesiano, fondatore dell’Omg”.
Dall’inizio dell’invasione militare russa dell’Ucraina il 24 febbraio, più di 3 milioni di persone sono fuggite dal Paese, con stime delle Nazioni Unite che suggeriscono che più della metà di loro sono bambini.
Vivere a Kiev sotto le bombe russe è ogni giorno una scommessa; chi è rimasto, chi non è voluto partire (e sono circa due milioni di persone), lo ha fatto per una scelta consapevole.
Putin e il suo entourage (assieme alla Bielorussia) unici colpevoli di aver riportato la guerra in Europa. Sostegno materiale e politico, ma non militare, all’Ucraina. Accoglienza per chi fugge dalla guerra.
“Mostrateci che siete al nostro fianco, che non ci abbandonerete, così la vita vincerà contro il buio. Gloria all’Ucraina”: così Volodymyr Zelenskyy, presidente della Repubblica ucraina, ha concluso il suo discorso alla sessione plenaria dell’Europarlamento, riunito a Bruxelles.
Quattro giorni di plenaria dell'Europarlamento. Poi, partiti deputati, assistenti, funzionari e giornalisti, la città alsaziana torna ai suoi residenti. Anziani a passeggio, molti studenti, biciclette. Turisti in cattedrale; in un angolino una donna che prega. I mendicanti indisturbati che trovano qualche mano tesa. Un'"altra Strasburgo", che comunque si definisce, orgogliosamente, "capitale d'Europa"