“Noi siamo al fianco degli ucraini. Non possiamo accettare che il Cremlino decida al posto degli ucraini. Ci sono in gioco l’indipendenza e la sovranità di uno Stato. E tutti hanno diritti di determinare il proprio futuro: questo è il messaggio che vogliamo inviare a Mosca”.
“Siamo estremamente preoccupati per le alte tensioni che circondano l’Ucraina. Siamo costernati dalla prospettiva di un grande conflitto nel nostro continente tra i nostri Stati membri”.
Oggi l'Europa cristiana ricorda i compatroni originari di Tessalonica, che spesero la vita come missionari nella parte centro-orientale del continente. Una testimonianza, quella di Cirillo e Metodio, fondata su dialogo, conoscenza reciproca, cultura, accoglienza e rispetto delle differenze. La pace, tra Mosca e Kiev, potrebbe essere ispirata anche da loro
“In questi anni forse più di prima, ci sentiamo spesso calzini spaiati e ci sentiamo un po’ soli. Però come i calzini spaiati non perdono mai la speranza di ritrovarsi, così noi non vediamo l’ora di ritrovarci, riabbracciarci e stare di nuovo insieme con serenità!”.
La calma sembra tornata a Bafatà, capitale della Guinea Bissau, dove appena ieri il presidente Umaro Sissoco Embalò è stato oggetto di un tentato golpe, non andato a buon fine.
La conferma del Capo dello Stato, assieme alla permanenza di Mario Draghi a Palazzo Chigi, rassicurano l'Ue che aveva temuto sbandamenti da parte di un Paese-fulcro dell'integrazione comunitaria. Si tratta ora di ritrovare la centralità del Belpaese nello scacchiere continentale, accanto a Francia e Germania
Quindici realtà della diocesi, attive nel campo dell’educazione e del sociale, stringono un’alleanza per rispondere all’emergenza educativa che riguarda in particolare adolescenti e giovani.