Lo storico e politologo dell'Università autonoma di Barcellona commenta per il Sir il voto del 10 novembre dal quale non emerge una netta maggioranza - di destra o di sinistra - che possa governare il Paese. Il premier Sanchez è indebolito dalle urne, i popolari risalgono la china, mentre si impone l'estrema destra nazional populista di Vox. Intanto fra i cittadini cresce l'insofferenza verso "una politica che non sa decidere". Quattro - secondo lo studioso - le possibili vie d'uscita: ma "la situazione è complicatissima"
Gli economisti di Bruxelles mettono in guardia Stati e sistemi produttivi rispetto alle crescenti "incertezze" internazionali: tensioni commerciali, la Cina rallenta, Brexit "disordinato". Alcuni Paesi hanno spiccato il volo, con Pil oltre il 4%, altri rimangono in fondo alla classifica: Italia ultima, Germania penultima
In moltissime città d'Europa sono in corso le celebrazioni che ricordano i fatti del 9 novembre 1989. Crollava, assieme al muro che divideva in due Berlino dal 1961, il sistema sovietico. Gli Stati ex comunisti, ritrovata libertà e democrazia, fecero subito domanda di adesione alla Comunità europea. Trascorsi 30 anni, a che punto si trovano i Paesi dell'Europa centro-orientale? Quali le condizioni politiche, sociali e culturali? Elites e popoli hanno fatto i conti con la storia?
Mille partecipanti, da un centinaio di Paesi, si sono dati appuntamento a Strasburgo per il Forum promosso dal Consiglio d'Europa. Tre giorni di dibattiti, laboratori, mostre ed eventi per mettere a fuoco il rapporto tra il flusso crescente di informazioni, la credibilità delle notizie, la libertà di espressione, la partecipazione - consapevole ed "educata" - dei cittadini alla vita democratica
Il presidente della Fondazione che porta il nome del "papà dei mutilatini" spiega come vengono assistiti gli ospiti delle decine di centri di cura presenti lungo la penisola. Un'attenzione specifica alla persona ammalata, così pure alla famiglia, agli operatori, ai volontari. Ruolo essenziale della ricerca applicata alle terapie. Giovedì 31 ottobre 6mila pellegrini a Roma. "Mi auguro che dall’incontro con Francesco possiamo portare a casa, dentro di noi e in ogni luogo ove opera la Fondazione, una nuova speranza nell’uomo e in Dio, una rinnovata certezza che il bene è attrattivo e generativo"
La sessione dell'Euroassemblea si è occupata di diritti umani, bilancio, Brexit (il premier Johnson vorrebbe rimandare il recesso per avere elezioni generali a dicembre). Due risoluzioni di particolare rilievo: sull'attacco militare della Turchia in Siria contro i curdi e sul mancato riconoscimento dello status di Paesi candidati ad Albania e Macedonia del Nord. Nei Balcani si rischia un'accresciuta influenza politica ed economica di Russia, Cina e Turchia
Se ne parla da mesi ma nelle prossime ore potrebbe prendere forma. Lavori a partire dall'inizio del 2020, della durata di due anni. Si tratta di ridisegnare il processo d’integrazione politica ed economica dell’Ue rilanciandone la “legittimità democratica”. Coinvolte le istituzioni comunitarie, rappresentanti dei cittadini e della società civile. L’eurodeputato belga indicato da Macron quale possibile presidente
Nel suo ultimo discorso ufficiale all'Europarlamento, il presidente uscente della Commissione traccia un bilancio di cinque anni (2014-2019) di permanenza a Bruxelles. Democristiano di lungo corso, "volpe" della diplomazia e della politica su scala continentale, non manca di sottolineare i suoi insuccessi, fra cui l'Unione bancaria in mezzo al guado. Rivendica il lavoro svolto, raccomanda un partenariato con l'Africa e mette in guardia dai nazionalismi. Poi spazio alla commozione
Westminster mette in scacco il premier Johnson, costretto a chiedere un rinvio per il recesso dall’Unione europea. Mentre la politica cerca una via d’uscita, abbiamo chiesto il parere di tre cittadini britannici. Ragioni piuttosto convincenti sia per il “leave” che per il “remain”. Emerge però il timore di un nuovo isolazionismo