Oggi e domani su iniziativa della Conferenza italiana superiori maggiori (Cism) e dell’Unione superiore maggiori d’Italia (Usmi), con lo slogan #Noisiamoinvisibiliperquestogoverno, le scuole paritarie sospenderanno le lezioni on line per attirare l’attenzione sulla grave condizione in cui versano. "Le paritarie svolgono un servizio pubblico" e "permettono al bilancio dello Stato un risparmio annuale di circa 7.000 euro ad alunno: indebolirle significherebbe dover affrontare come collettività un aggravio di diversi miliardi di euro", ricorda una nota della Presidenza della Cei, diffusa ieri
Scuole dell'infanzia e servizi educativi: come riaprire a settembre? Ecco la riflessione di Luigi Morgano, Segretario Nazionale Fism. Bisogna innanzitutto considerare i servizi 0-6 anni come un diritto ad essere educati e non esclusivamente come luoghi in cui portare i bambini per sgravare i genitori che lavorano. E ancora, servono indicazioni omogenee, ma è impensabile adottare una soluzione rigidamente identica per tutto il territorio nazionale. Non è una ristrutturazione solo degli spazi di apprendimento, ma anche di quelli relazionali. E ancora: quali criteri adottare per stabilire quali bambini possono rientrare? E come far fronte alla carenza di insegnanti in possesso del titolo di studio prescritto e come sostenere gli oneri economici connessi? La questione è quindi molto complessa, perché allora non prevedere già da ora una sperimentazione, in alcune realtà rappresentative del più ampio contesto italiano, ovviamente autorizzata, ben definita, tutelata, con una adeguata copertura economica per i costi che ne derivano?
La Presidenza della Conferenza episcopale italiana, dopo il primo intervento pari a 6 milioni di euro, ha deciso lo stanziamento di ulteriori 3 milioni di euro, provenienti dai fondi dell’otto per mille che i cittadini destinano alla Chiesa cattolica, per aiutare i Paesi africani e altri Paesi poveri nell’attuale situazione di crisi mondiale.
“Oggi è la Giornata degli infermieri. Ieri ho inviato un messaggio. Preghiamo oggi per gli infermieri e le infermiere, uomini, donne, ragazzi e ragazze, che hanno questa professione, che è più di una professione, è una vocazione, una dedizione. Che il Signore li benedica. In questo tempo della pandemia hanno dato esempio di eroicità e alcuni hanno dato la vita. Preghiamo per le infermiere e gli infermieri”.
“Per quanto lo stare in ginocchio sia la normalità per chi prega, stavolta il motivo è tutt’altro: solo la metà delle quattromila case dell’ospitalità religiosa in Italia è sicura di riaprire quest’estate. Il dato preoccupante emerge dal sondaggio effettuato tra il 9 e l’11 maggio dal portale ospitalitareligiosa.it”.
“Dalle bozze che circolano del decreto legge ‘Rilancio’, sulle quali il Governo sta ancora discutendo, emerge un dato inequivocabile: i circa 866.000 alunni, le loro famiglie, i circa 100.000 lavoratori delle oltre 13.000 scuole paritarie non profit non sono considerati…”.
Si fanno sentire, nel capoluogo partenopeo, le conseguenze dell'emergenza sanitaria e sociale che ha colpito l'Italia per il diffondersi del Covid-19. A pagarne maggiormente il prezzo sono le fasce più deboli. E mentre il cardinale arcivescovo di Napoli Crescenzio Sepe si appella alle istituzioni di far presto per evitare che la camorra approfitti della situazione di debolezza di tanti, la solidarietà ha messo in moto la sua macchina
“Nel ‘Giorno della Memoria’, che il Parlamento italiano ha voluto dedicare alle vittime del terrorismo, la Repubblica si inchina davanti alle vite spezzate dal fanatismo politico, dalle violenze di gruppi brigatisti e neofascisti, dagli assalti eversivi alle istituzioni democratiche e alla convivenza civile”.
“’Il ricordo è il tessuto della nostra identità’, diceva Nelson Mandela; ed è l’identità democratica, costituzionalmente definita, che oggi omaggiamo ricordando il sacrificio di chi è caduto per mano della violenza terroristica.