Da parte dei ragazzi “c’è una grande richiesta di condivisione e di comunità, a volte si sentono anonimi anche nei luoghi ecclesiali. Ci chiedono sincerità e coerenza, una Chiesa che vada al senso delle cose, calandosi nella quotidianità e dando a tutti la possibilità di esprimere il proprio pensiero”, spiega al Sir il direttore dell’Ufficio nazionale per l’educazione, la scuola e l’università della Cei
Con il progetto “Il bene di tutti. Percorsi di giustizia riparativa con le comunità”, iniziato a ottobre 2022 e in prosecuzione fino a dicembre 2023, l’organismo pastorale mette in atto azioni di sensibilizzazione, formazione e attività pratiche
Facendo proprio l’appello di Papa Francesco, al termine dell’udienza generale di mercoledì 8 febbraio, la Presidenza della Cei, a nome dei vescovi italiani, oltre a rinnovare profonda partecipazione alle sofferenze e ai problemi delle popolazioni di Turchia e Siria provate dal terremoto, nella consapevolezza della gravità della situazione, ha indetto, per domani, domenica 26 marzo 2023 (V di Quaresima), una colletta nazionale, da tenersi in tutte le chiese italiane.
“La cultura napoletana è tutta orientata e intessuta di comunità, di relazioni calde, intime, ma a mio avviso il problema risiede nell’incapacità di trasportare su un piano istituzionale e sistemico questa innata propensione al senso di comunità”, dice l’arcivescovo al Sir
“Io e don Peppe eravamo amici, ai tempi del Seminario. Tante volte ci siamo scambiate idee pastorali. Dopo essere stati ordinati sacerdoti, lui è diventato parroco a Casal di Principe, sua città natale. È sempre stato un giovane sensibile ai problemi sociali. Porto nel cuore il ricordo di un giovane schietto, coraggioso, impegnato a fasciare le ferite degli uomini e nel recupero dei giovani. Ha guidato nelle vie del bene tanti ragazzi, gli Scout. Aveva in lui una grande carica umana e spirituale, cosa che gli ha permesso di sfidare una mentalità di criminalità che vigeva a Casal di Principe”.
Il Parlamento studentesco dell’Istituto comprensivo don Diana di Casal di Principe - scuola-polo del cammino di comunità promosso dalla diocesi di Aversa, “A piccoli passi”, per la memoria di don Peppe Diana - scrive una lettera al capo dello Stato, che gli viene consegnata oggi, in occasione della sua visita a Casal di Principe per onorare la memoria del sacerdote ucciso 29 anni fa dalla camorra
“C’è un grande lavoro culturale da fare che riguarda la confusione che ha regnato attorno alla famiglia in tutti questi anni. La nostra sfida è quella di tirare fuori le questioni della famiglia e della denatalità dal bazar della politichetta, dallo scontro ideologico, dalle visioni parziali e di parte”, spiega nella sua prima intervista al Sir
Dopo otto anni, non potrà più essere rieletto alla presidenza, ma il suo impegno a servizio del bene comune, come racconta al Sir, non finisce qui: innanzitutto, continuando a lottare per invertire il trend dell’inverno demografico che sta condannando l’Italia e poi risvegliando nel mondo cattolico il desiderio di fare politica
“Quando c’è questo tipo di violenza o tafferugli come quelli successi ieri a Napoli per la partita Napoli-Eintracht, tutti i valori positivi dello sport si annullano, vengono oscurati. Ma voglio anche sottolineare che ci sono state tantissime persone che hanno vissuto anche la partita di ieri con gioia e comprendendo bene il valore sportivo dell’evento. Purtroppo, però, il male è quello che fa più rumore e attira l’attenzione di tutti”.