Gigliola Alfaro

Gigliola Alfaro

Gioco d’azzardo e ragazzi. Capitanucci: “La politica ha fallito. Gli adulti siano testimoni responsabili”

Dal nuovo rapporto dell'Espad 2019 è emerso che il  32% degli studenti italiani riferisce di aver giocato d’azzardo almeno una volta nel corso dell’anno. Di questi, il 3.9% risulta avere un profilo di gioco a rischio. "I nostri 15-16enni giocano d’azzardo assai più della media dei loro coetanei europei, con una differenza di ben dieci punti percentuali: il 32%, ovvero uno studente italiano su tre, ha giocato d’azzardo nell’ultimo anno; tale dato ci colloca appena dietro agli studenti greci e ciprioti (33%) e al pari degli studenti del Montenegro. Essere al top di questa classifica su 35 Paesi è una maglia nera niente affatto invidiabile", denuncia la psicologa e psicoterapeuta, presidente onorario di And-Azzardo e Nuove Dipendenze

Terremoto in Irpinia. Morte e distruzione ma anche tanta solidarietà

Circa 3.000 morti, 9.000 feriti, 300.000 senza tetto: dietro queste cifre altrettante storie interrotte, lacerate, cambiate per sempre con il terremoto che colpì Campania, in particolar modo l'Irpinia, e Basilicata il 23 novembre 1980. I comuni danneggiati furono 280, i paesi rasi al suolo 36. Molte le diocesi coinvolte o quantomeno interessate. L’area colpita misurava 27mila chilometri quadrati, tre volte quella del sisma in Friuli nel 1976. Le parole del Papa all'Angelus di domenica 22 novembre, della Caritas Italiana e di tre vescovi le cui diocesi furono coinvolte nel dramma

Papa Francesco: ai giovani, “la misura dello sviluppo è l’umanità”

“È tempo, cari giovani economisti, imprenditori, lavoratori e dirigenti d’azienda, è tempo di osare il rischio di favorire e stimolare modelli di sviluppo, di progresso e di sostenibilità in cui le persone, e specialmente gli esclusi (e tra questi anche sorella terra), cessino di essere – nel migliore dei casi – una presenza meramente nominale, tecnica o funzionale per diventare protagonisti della loro vita come dell’intero tessuto sociale. Questo non sia una cosa nominale: esistono i poveri, gli esclusi… No, no, che quella presenza non sia nominale, non sia tecnica, non funzionale. 

Coronavirus Covid-19. Rivoltella: “Governare l’inatteso a scuola e all’Università rendendo il digitale un ingrediente della didattica”

"L’emergenza ha 'forzato' le pratiche degli insegnanti e dei dirigenti scolastici a considerare il cambiamento come una necessità inaggirabile. Questo, in particolare per le tecnologie digitali e i metodi didattici innovativi, ha significato la possibilità di trovare spazio tra le esperienze e di dar vita a delle sperimentazioni che in alcuni casi si sono segnalate per significatività ed efficacia. Qualcosa di simile hanno vissuto anche le Università". Di questo è convinto il presidente della Società italiana di ricerca sull’educazione mediale