Un’eccellenza della regione Lazio per le donne con tumore al seno, riconosciuta e certificata anche a livello internazionale. È la breast unit dell'ospedale romano San Giovanni. Intervista con il direttore Lucio Fortunato: “Qui una donna con cancro della mammella trova sempre la porta aperta”. Garantita la presa in carico globale per almeno cinque anni. Fra trattamenti innovativi come farmaci biologici e immunoterapia, terapie "integrate" e percentuali di guarigione sempre più alte, la parola chiave è "speranza"
Un “viaggio” innovativo e coinvolgente verso la riscoperta della gioia di vivere, quello proposto a Roma dal Centro di senologia dell’ospedale San Giovanni alle donne operate di carcinoma mammario e ancora in terapia. Ne parliamo con le promotrici e il direttore del Centro
"Quando esco da qui potrei ballare anche sulle nuvole". "Non sono più vittima dei pensieri della mente". "Questo percorso è stato la mia salvezza". Sono le testimonianze al Sir di alcune partecipanti al progetto "Balla con me" avviato per le donne operate di carcinoma mammario dalla psico-oncologa Simona Carloni e dall’infermiera suor Rolanda Sabellaga del Centro di senologia dell’Azienda Ospedaliera San Giovanni Addolorata di Roma. "In questi mesi - dice l'insegnante Saria Cipollitti, performer, autrice e regista - sono cresciuta moltissimo perché quello che vivo in questa sala non lo vivo da nessun’altra parte. Ora sono un’altra persona”. Dopo una prima esibizione del gruppo lo scorso ottobre durante il Festival della vita consacrata, la prossima performance si terrà in giugno
Prevenire e contrastare la violenza sui minori. Questo l'obiettivo dello studio realizzato dall'Aou di Padova e presentato oggi a Roma da Terre des Hommes. Ospedali in prima linea perché il maltrattamento sui bambini è a tutti gli effetti un tema di salute. "Servono presidi avanzati in ogni regione", afferma Federica Giannotta, responsabile Advocacy e Programmi Italia di Terre des Hommes. Secondo Melissa Rosa Rizzotto (Aou Padova), "per efficaci azioni di prevenzione, contrasto e cura sono necessarie diagnosi sempre più precoci ed accurate". Cinque raccomandazioni a politica e istituzioni
Quattro lapbook e un “dado della pace” come cammino di speranza per il Giubileo 2025. Sono il frutto del percorso didattico sull’Anno Santo svolto in quattro classi di due Istituti scolastici di Catania. Per Margherita D’Aquino, docente di religione cattolica e coordinatrice del progetto, i ragazzi hanno lavorato con curiosità, gioia ed entusiasmo “traducendo” gli spunti emersi in azioni concrete per vivere la speranza in ogni aspetto della vita quotidiana
Alleggerire nelle vittime la percezione di vergogna, e offrire loro uno spazio sicuro per aiutarle ad elaborare il trauma dell'abuso subito e a "ricostruire il confine che è stato violato". Questo, per la psicoterapeuta Maria Beatrice Toro, è in estrema sintesi il percorso di cui potrebbero avere bisogno le sette presunte vittime - tutte tra gli 11 e i 14 anni - dell'insegnate di sostegno arrestata a Castellamare di Stabia. Secondo l'esperta, abusi di questo tipo generano in chi li subisce un vero e proprio "trauma" ma, assicura, la mente umana ha le risorse "per ricostruire e reagire alle ferite"
Basta silenzio sugli abusi nei confronti dei minori. Le parole non dette possono diventare una trappola mortale per le vittime, mentre il racconto, la certezza di essere creduti e il sostegno sono già parte del percorso di elaborazione e superamento del trauma. Lo spiega al Sir lo psicoterapeuta Alberto Pellai commentando la vicenda riguardante l'arresto della professoressa di Castellammare di Stabia accusata di aver tenuto comportamenti di natura sessuale verso alcuni alunni della scuola media dove svolge il ruolo di insegnante di sostegno. Al di là dell'esito della vicenda, ora al vaglio della magistratura, l’esperto delinea il percorso di aiuto e sostegno da offrire a chi potrebbe ritrovarsi in simili situazioni. Tre le “azioni salvavita” da insegnare ai bambini per difendersi
“La certezza della presenza di Cristo nella storia è il fondamento della nostra speranza”, afferma il responsabile della Pastorale della salute Cei, presentando al Sir il Giubileo degli ammalati, con attenzione anche alla salute mentale. Tra i segni concreti, l’apertura a dicembre di un centro polispecialistico a Catanzaro promosso dal Bambino Gesù. Il Giubileo, aggiunge, è “una grande offerta di misericordia, una mano tesa alla riconciliazione”, invitando a “coglierla, perché da sola non verrà”
Presentato nelle scorse settimane a Roma il 3° Rapporto sulla salute e il sistema sanitario Eurispes-Enpam. Un quadro non incoraggiante: operatori stanchi, frustrati, in cerca di vie di fuga a fronte di un Ssn che sembra aver smarrito la via, dimenticando le priorità per cui era stato istituito. Il Servizio sanitario pubblico è al tempo stesso attraversato da un cambiamento interno in termini generazionali e di genere. Come immaginare un futuro diverso per la sanità? Fara: “Serve un approccio integrato e sostenibile”. Oliveti: “Rivalutando il ruolo del medico e migliorando la relazione medico-paziente”