“La bellezza dell’esperienza che abbiamo fatto insieme, pastorale delle vocazioni e pastorale universitaria, è una vocazione anch’essa: una chiamata a lavorare insieme che vuol dire conoscersi, stare insieme gomito a gomito, scambiarsi esperienze, pensieri, vissuti e poi, certamente, anche agire”.
“Perché perdiamo la sensibilità? Perché certe cose non le vediamo e le perdiamo?”. Il tema della sensibilità, “sentire”, fondamentale nel discernimento, è al centro del contributo video di don Fabio Rosini, direttore dell’Ufficio diocesano per la pastorale delle vocazioni della diocesi di Roma, nella seconda giornata del convegno nazionale vocazioni e pastorale universitaria, promosso fino a domani nella capitale dagli Uffici nazionali Cei per la pastorale delle vocazioni, e per l’educazione, la scuola e l’università.
“Nella complessità della nostra epoca contemporanea, è sempre più indispensabile leggere i segni di questi nostri tempi e mettere anche la nostra comunità cristiana sempre più a servizio non solo della cura delle relazioni, ma anche della promozione e della crescita della persona nella sua integralità”.
“Il tema della vocazione è il tema della ricerca del proprio ruolo nella vita e riguarda anche l’università. A sua volta, il tema della casa è legato alla speranza”.
Dal passo del centometrista al passo del maratoneta. E’ il passaggio che ha dovuto fare per prima cosa don Emilio Scarpellini, cappellano universitario a Milano Bicocca, passando dalla sua parrocchia al nuovo impegno in ateneo. In un video a cura del Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica, presentato in apertura del convegno nazionale vocazioni e università “Creare casa” (Roma, fino al 5 gennaio), il sacerdote parla della propria esperienza nell’ateneo milanese.
Come annunciare la speranza e la luce del Natale di fronte al male assoluto e alla sofferenza di tanti bambini a Gaza, in Ucraina e negli infiniti teatri di guerra del pianeta? Per lo scrittore e insegnante Eraldo Affinati, "niente è cambiato rispetto a 2023 anni fa. L’uomo resta potenzialmente malvagio, ma noi siamo sempre chiamati a scegliere tra il bene e il male e a prendere posizione di fronte alla violenza"
Un Manifesto per la sanità del futuro, centrato sulla “dignitas curae” e sulla ri-umanizzazione della medicina. Primo firmatario Papa Francesco, il documento verrà presentato il prossimo 25 gennaio alla Camera dei deputati. Ce ne parla il teologo Mauro Cozzoli che ha stilato il documento insieme al cardiochirurgo Massimo Massetti