Ri-umanizzare la medicina attraverso una “cultura della cura” che metta al centro il paziente per una sanità dal volto umano, efficiente e al tempo stesso inclusiva per non lasciare indietro nessuno. È, in estrema sintesi, l’obiettivo del Manifesto Dignitas curae che verrà presentato il 25 gennaio alla Camera dei deputati. Origine e obiettivi del documento in questa intervista con uno degli estensori, il cardiochirurgo del Gemelli Massimo Massetti impegnato da anni nella medicina solidale a favore dei più poveri
Medici, dirigenti sanitari e infermieri in piazza lo scorso 5 dicembre, e si replica oggi. “Il taglio delle pensioni è la miccia che ha acceso la protesta”, spiega al Sir il vicepresidente Fnomceo, ma è evidente il disagio che serpeggia in tutta la categoria: “Con una sanità ridotta ai minimi termini diventa sempre più difficile garantire cure e assistenza ai cittadini”
“Fermo restando che ogni persona che si trova in una situazione di sofferenza merita prossimità e conforto – sanitario, assistenziale, morale, affettivo, psicologico, spirituale –, il caso della signora ‘Anna’ di Trieste impone una riflessione soprattutto sull’avallo che il Servizio sanitario nazionale ha dato in toto alla sua richiesta di morte”.
“Medici e strutture ospedaliere non possono essere snaturati rendendoli complici nella somministrazione di farmaci per la morte, finendo per generare sfiducia e diffidenza verso l’intero sistema sanitario”.
Si intitola “La cultura della vita. Quaranta anni per il rinnovamento della società” il volume da ieri in libreria che raccoglie gli articoli e i saggi di Carlo Casini pubblicati sulla rivista Studi cattolici. Obiettivi, battaglie e ragioni di un testimone del nostro tempo, con lo sguardo sempre rivolto sui più fragili tra gli uomini e permeato dalla speranza cristiana. Ne parliamo con l'editor Riccardo Caniato
Sacche di estrema povertà e apartheid sanitario in molte periferie urbane. L’impegno e la risposta integrata della medicina solidale che con i suoi ambulatori di strada si prende cura delle fasce sociali più povere ed emarginate
“Preghiera altro non è che metterci di fronte a Dio e al mistero della vita e della morte senza nascondere le nostre fatiche ma anche senza rinunciare ai nostri sogni”.
Vivere bene con l'Hiv oggi si può. Come? Seguendo correttamente le terapie, conoscendo e affrontando le problematiche legate alla propria condizione, ma soprattutto parlandone con il proprio medico, giorno dopo giorno. Eppure in Italia, nonostante i progressi nelle terapie, permangono ancora stigma e pregiudizio verso i malati di Aids. In occasione della Giornata mondiale che ricorre oggi, prende il via una campagna di informazione e sensibilizzazione con testimonianze di pazienti e influencer