Lorenzo e Giuseppe. Due ragazzi a cavallo della maggiore età, due morti che sconvolgono, che spalancano il baratro sotto i piedi non solo di chi è genitore, ma dell’intera società. Lorenzo Patelli, 18 anni, ha perso la vita a Udine all’ultima ora di alternanza scuola-lavoro, una fatalità che ha spinto il presidente della Repubblica Mattarella a ricordarlo nel suo discorso di insediamento dopo aver giurato per la seconda volta da Capo dello Stato.
Sono moltissimi i passaggi di papa Francesco, in diretta su Raitre a “Che tempo che fa” di domenica scorsa, su cui varrebbe la pena soffermarsi. Magari non si tratta di concetti rivoluzionari, o anche solamente nuovi, ma pronunciati in quel modo e in quel contesto hanno avuto un impatto diverso, almeno su chi scrive. Una delle parole con più significato, nella prima serata italiana, è stata certamente libertà.
Sarà don Raffaele Gobbi il nuovo rettore del Seminario di Padova. Dopo essere stato comunicato agli educatori e ai seminaristi lunedì scorso, il nome del successore di mons. Giampaolo Dianin – dal 30 gennaio a tutti gli effetti vescovo di Chioggia – viene ora condiviso con tutta la Diocesi.
Una richiesta, quella del vescovo a diventare rettore del Seminario, accolta «con fiducia e trepidazione» da don Gobbi, proprio per il progetto che sottende.
Ci risiamo: le poste non consegnano i giornali nel tempo pattuito. I nostri settimanali pagano anticipatamente ogni settimana un servizio di recapito agli abbonati e il recapito giornali non avviene come stabilito. Quasi tutti aderiscono al sistema chiamato “J+1” che garantisce – o meglio dovrebbe, perché mai come in questo caso il condizionale è d’obbligo – la consegna entro il giorno dopo la postalizzazione degli stessi.
Don Giampaolo Dianin è vescovo. Con la toccante celebrazione, nel pomeriggio di domenica 16 gennaio in Cattedrale a Padova, il rettore del Seminario è divenuto a tutti gli effetti successore degli apostoli e ha compiuto il passo decisivo verso la sua nuova vita e il suo ministero: domenica 30 gennaio farà il suo ingresso nella sua nuova Chiesa, quella di Chioggia.
Nel mondo sono 360 milioni le persone che vivono un alto livello di persecuzione per la loro appartenenza religiosa: quella cristiana. Il dato più alto degli ultimi 29 anni, cioè da quando l’organizzazione Porte aperte/Open doors stila la propria World watch list, presentata nell’edizione 2022 il 20 gennaio alla Camera dei Deputati.
Minacce, offese, appostamenti, lettere anonime e bossoli di proiettili in casa o nello studio professionale. Gli scienziati continuano a rimanere nel mirino di no vax ideologizzati, nel pieno della quarta ondata pandemica e gli ultimi casi toccano proprio la città di Padova.
Siamo davvero sicuri che l’Italia possa permettersi di non inviare il «nonno a servizio delle istituzioni» dritto dritto al Quirinale? Alcune settimane fa, da queste stesse colonne, ci eravamo augurati l’elezione di una donna autorevole, capace, stimata, non divisiva. Una donna come ce ne sono molte in Italia.