“Siamo uniti nel condannare ogni violenza, ogni forma di antisemitismo, e nell’impegnarci perché non venga profanata l’immagine di Dio nella creatura umana”. Incontrando la comunità ebraica slovacca, nella Piazza Rybné námestie di Bratislava, dopo aver ascoltato la testimonianza di alcuni sopravvissuti alla Shoah il Papa ha ribadito la sua condanna dell’antisemitismo, pronunciata ieri a Budapest nell’incontro con il Consilio ecumenico delle Chiese e alcune comunità ebraiche ungheresi.
Papa Francesco ha iniziato il suo 34° viaggio apostolico con la tappa di 7 ore a Budapest. "L'antisemitismo ancora serpeggia in Europa, è una miccia che va spenta", le parole durante l'incontro con alcune comunità ebraiche e con il Consiglio ecumenico delle Chiese. Nella messa a conclusione del 52° Congresso eucaristico il Papa ha spiegato che la vita cristiana non è "una rincorsa al successo" e ha esortato a riscoprire l'adorazione eucaristica per liberarci dalla "rigidità" e dal "ripiegamento su noi stessi". L'incontro privato con Orban e l'abbraccio al "fratello" Bartolomeo. Seconda tappa a Bratislava
“In questo tempo, nel quale la pandemia ci ha messo tutti di fronte a tante domande e che ha visto il crollo di tante sicurezze, siete chiamati, in quanto figli di Santa Teresa, a prendere cura della vostra fedeltà agli elementi perenni del vostro carisma”.
Il Papa ha nominato membro ordinario della Pontificia Accademia delle Scienze sociali Marta Maria Carla Cartabia, ministra della Giustizia del Governo italiano.
Questa mattina il Papa ha ricevuto in udienza, nel Palazzo Apostolico Vaticano, il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, che ha anche incontrato il card. Pietro Parolin, segretario di Stato, accompagnato da mons. Paul Richard Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati.
“Andare oltre” i dati economici per “incontrare la persona in difficoltà; esercitare la creatività che pennette di trovare soluzioni ad un’impasse; invocare la dignità umana di fronte alla rigidità della burocrazia” e “promuovere il benessere sociale e economico di tutta l’umanità, offrendo ad ogni persona l’opportunità di perseguire il suo proprio sviluppo”.
Papa Francesco ha proseguito in Aula Paolo VI la catechesi sulla Lettera ai Galati. Al centro dell'udienza, il tema dell'uguaglianza tra uomo e donna, “uguali perché figli di Dio, e figli di Dio perché ci ha redenti Cristo".