Per l’ultima udienza generale prima della pausa di luglio Francesco ha riservato ai 15mila fedeli presenti in piazza una sorpresa: per la prima volta, ha pronunciato tutta la catechesi insieme a un gruppo di rifugiati.
Papa Francesco a Villa Nazareth di Roma si ferma più di un'ora e mezza a rispondere alle domande di studenti ed ex studenti. "Tante volte mi sono trovato in crisi con la fede", ha confessato: ci sono tanti cristiani "truccati" da santi. "Il Signore ci liberi dai briganti e dai sacerdoti che vanno sempre di fretta. "Rischia!", l'imperativo ai ragazzi, esortati a "sporcarsi le mani".
Nel quarto discorso rivolto alla diocesi di Roma, Papa Francesco chiede di "uscire dalle dichiarazioni di principio per addentrarci nel cuore palpitante dei quartieri". No alla "logica separatista" e alla "pastorale dei ghetti", sì alla Chiesa Madre capace di "assumere la logica della compassione", senza giudicare e condannare. "Accogliere, accompagnare, discernere, integrare" i verbi-chiave.
Al centro della catechesi del mercoledì, davanti a 28 mila fedeli, la parabola del ricco Epulone e del povero Lazzaro, da cui emerge il "grido silenzioso" dei poveri in un mondo in cui "immense ricchezze sono nelle mani di pochi" . "Ignorare il povero è disprezzare Dio", la lezione.
Conferito a Francesco il Premio Carlo Magno 2016 davanti alle più alte cariche dell'Unione europea.Nel suo discorso, un vero "trattato", Bergoglio usa soprattutto due verbi - "osare" e "sognare" - e auspica un "nuovo umanesimo europeo", all'insegna di tre altri verbi: "integrare, dialogare e generare".
Nella basilica di San Pietro un'altra novità del Giubileo di Papa Francesco: la Veglia per "asciugare le lacrime" e imparare a declinare una delle sette opere di misericordia: "Consolare gli afflitti". Le "ragioni del cuore" antidoto all'indifferenza per le sorti del mondo, al centro dell'omelia del Papa, che subito prima ha ascoltato tre testimonianze di sofferenza e di rinascita.
Al centro della catechesi dell'udienza "lo zelante dottore della legge" e "l'anonima donna peccatrice". Alla fine dell'udienza, un nuovo appello per la pace in Ucraina e per la colletta umanitaria di domenica prossima in tutte le Chiese d'Europa.
Il mercoledì del papa, in attesa di volare a Lesbo per esprimere "vicinanza e solidarietà" ai profughi, ai cittadini e a tutto il popolo greco. Al centro della catechesi, il brano evangelico della chiamata di Matteo, che dimostra come la Chiesa "non è una comunità di perfetti, ma di discepoli in cammino", peccatori e bisognosi di perdono.
Pubblicata l’esortazione del Papa che raccoglie il lavoro dei due anni di cammino del Sinodo sulla famiglia. “Integrare tutti”, la frase guida. Parlare alle famiglie “così come sono”, la consegna. Niente più distinzioni tra situazioni “regolari” o “irregolari”: “accompagnare, discernere e integrare” l’invito ai vescovi e ai pastori, chiamati a valutare caso per caso.