“La guerra è una pandemia. Ci coinvolge tutti”. Lo ha detto il card. Matteo Zuppi, presidente della Cei, affrontando il tema della pace in Ucraina, a partire dall’impegno di Papa Francesco per questo “popolo martoriato”.
La Commissione nazionale valutazione film della Cei ha preparato un sussidio in vista della 57ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, in cui propone la visione di quattro film per “andare, vedere, ascoltare e parlare col cuore”
“Informato del violento nubifragio abbattutosi sulla regione del’Emilia Romagna, specialmente sulle province della parte orientale”, il Papa esprime ai parenti e amici delle vittime i suoi “sentimenti di viva partecipazione per l’impressionante disastro” che ha colpito tale territorio. È quanto si legge in un telegramma inviato dal Papa – tramite mons. Edgar Peña Parra, sostituto per gli Affari generali della Segreteria di Stasto, al card. Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cesi.
Bloccato e arrestato un uomo, di circa 40 anni e in “grave stato di alterazione psicofisica”, che ha forzato i varchi di controllo in Vaticano lanciando la sua auto a tutta velocità.
Papa Francesco ha lanciato un nuovo appello per la pace in Ucraina, che "soffre tanto". Dedicata alla figura di San Francesco Saverio, "il più grande missionario dei tempi moderni", l'udienza di oggi in piazza San Pietro.
Incentrata sui temi umanitari e politici legati alla guerra in Ucraina l'udienza di Papa Francesco a Zelensky, al termine di una giornata densa di impegni istituzionali. Colloquio con mons. Gallagher
“La natalità, così come l’accoglienza, non vanno mai contrapposte perché sono due facce della stessa medaglia, ci rivelano quanta felicità c’è nella società”. È la tesi del Papa, nel discorso pronunciato in occasione della terza edizione degli Stati Generali della natalità. “Una comunità felice sviluppa naturalmente i desideri di generare e di integrare, mentre una società infelice si riduce a una somma di individui che cercano di difendere a tutti i costi quello che hanno”, ha osservato Francesco
La celebrazione del giubileo per il popolo d’Israele “rappresentava un atto di giustizia collettivo: tutti potevano tornare nella situazione originaria, con la cancellazione di ogni debito, la restituzione della terra, e la possibilità di godere di nuovo della libertà propria dei membri del popolo di Dio”.
All'udienza di oggi ha partecipato anche Tawadros II, seduto a fianco di Papa Francesco. "Ci chiamiamo al telefono, ci mandiamo i saluti e rimaniamo fratelli. Non abbiamo litigato!", ha rivelato il Santo Padre a braccio.