Papa Francesco è stato il primo Papa della storia ad aprire la Porta Santa della basilica di Santa Maria in Collemaggio, dando inizio alla Perdonanza Celestiniana. In piazza Duomo, l'incontro con i familiari delle vittime del sisma del 2009 e l'omaggio alla resilienza degli aquilani. Celestino V, "uomo del sì", ci insegna la grandezza dell'umiltà e la bellezza della misericordia
Papa Francesco ha presieduto il rito dell’apertura della Porta Santa, dando inizio così alla 728ª Perdonanza Celestiniana, l’indulgenza plenaria che Papa Celestino V ha concesso a quanti pentiti e confessati si recano nel luogo di culto dai vespri del 28 agosto a quelli del giorno dopo.
Nel suo ultimo volume, Carlo Di Cicco, già direttore de L'Osservatore Romano, traccia un percorso per gli artigiani della pace ripercorrendo la storia di Pax Christi e soffermandosi sull'attualità di due "vescovi col grembiule": Luigi Bettazzi e Tonino Bello
Durante l'udienza di oggi, Papa Francesco ha ripercorso le tappe del suo "pellegrinaggio penitenziale" in Canada. “La motivazione principale era quella di incontrare le popolazioni originarie per esprimere ad esse la mia vicinanza – la vicinanza della Chiesa -, il mio dolore e chiedere perdono per il male loro arrecato da quei cristiani, tra cui molti cattolici, che in passato hanno collaborato alle politiche di assimilazione forzata e di affrancamento dei governi dell’epoca”, ha spiegato
Quello contro gli indigeni “è stato un genocidio”. Lo ha detto il Papa, rispondendo alle domande dei giornalisti durante la conferenza stampa sul volo di ritorno dal Canada.
“Lottare ogni giorno con l’oscurità”, perché “c’è uno scontro quotidiano tra luce e tenebre, che non avviene là fuori da qualche parte, ma dentro ciascuno di noi”.
“La porta è aperta, è una opzione normale, ma fino ad oggi non ho bussato a questa porta, non ho detto andrà in questa stanza, non ho sentito di pensare a questa possibilità. Ma questo non vuol dire che dopodomani non cominci a pensare, no?”.
Nella quarta giornata in Canada, il Papa ha chiesto ancora una volta perdono alle vittime di abusi sessuali e ha indicato la strada dal fallimento alla speranza, che passa per la "credibilità" della testimonianza