Papa Francesco ha concluso l'udienza di oggi, dedicata all'importanza di sapere leggere il libro della propria vita, con un ennesimo appello a pregare per la "martoriata Ucraina" e le "cose brutte che stanno succedendo lì: le torture, le morti, la distruzione"
Papa Francesco ha dedicato l'udienza di oggi al desiderio, elemento indispensabile del discernimento. Al termine, un ennesimo appello affinché in Ucraina "cessi la violenza e si possa costruire una convivenza pacifica nella giustizia”
"L'umanità attende la Chiesa e la Chiesa deve saper mostrare che esiste e vive nell'unità, laddove ci sono divisioni, e di comunione, laddove c'è sfruttamento". Lo storico Alberto Melloni spiega così al Sir l'eredità del Concilio Vaticano II, i cui 60 anni dall'inizio dell'assise verranno celebrati da Papa Francesco l'11 ottobre con una Messa nella basilica di San Pietro
“Ho paura quando vedo comunità cristiane che dividono il mondo in buoni e cattivi, in santi e peccatori: così si finisce per sentirsi migliori degli altri e tenere fuori tanti che Dio vuole abbracciare”.
“A proposito dell’inizio del Concilio, 60 anni fa, non possiamo dimenticare il pericolo di guerra nucleare che proprio allora minacciava il mondo. Perché non imparare dalla storia?”.
“È importante che ogni Chiesa particolare sia attenta a cogliere e valorizzare gli esempi di vita cristiana maturati all’interno del popolo di Dio, che da sempre ha un particolare ‘fiuto’ per riconoscere questi modelli di santità, testimoni straordinari del Vangelo”.
Il Papa ha dedicato l'udienza di oggi alla conoscenza di se stessi, elemento essenziale per "un buon discernimento". Al termine, un ennesimo appello a pregare per la pace nella "martoriata" Ucraina