No all'accanimento terapeutico, sì alle cure palliative, senza però confonderle "con derive inaccettabili che portano ad uccidere". Così Papa Francesco ha affrontato il tema del fine vita, nell'udienza di oggi: "la vita è un diritto, non la morte, che va accolta e non somministrata"
“Un testo normativo, che legittimi la compartecipazione al suicidio di un essere umano, non lascia spazio ad alcuna approvazione. Né, di per sé, lo si può considerare ineluttabile in ragione dell’invito a legiferare della Consulta”.
“In tutti i miei incontri, soprattutto durante i tanti Viaggi apostolici, con le vittime di abusi sessuali da parte di sacerdoti, ho guardato negli occhi le conseguenze di una grandissima colpa e ho imparato a capire che noi stessi veniamo trascinati in questa grandissima colpa quando la trascuriamo o quando non l’affrontiamo con la necessaria decisione e responsabilità, come troppo spesso è accaduto e accade”.
Insieme alla lettera del Papa emerito Benedetto XVI, è stato diffuso oggi anche un'analisi dei suoi collaboratori, da cui risulta che Ratzinger non ha mai dichiarato il falso, né coperto alcun abuso
“Immagino la Chiesa del futuro come san Paolo VI nella Evangelium Nuntiandi: una Chiesa in pellegrinaggio”. Lo ha detto il Papa, nell’intervista trasmessa ieri dal programma di RaiTre “Che tempo che fa”.
“La fratellanza è uno dei valori fondamentali e universali che dovrebbe essere alla base delle relazioni tra i popoli, così che quanti soffrono o sono svantaggiati non si sentano esclusi e dimenticati, ma accolti, sostenuti come parte dell’unica famiglia umana”.
Il Papa ha concluso l'udienza di oggi con un appello per le Olimpiadi e Paralimpiadi di Pechino. Ennesimo appello per la "riconciliazione" in Myanmar e per "passi" concreti sulla fratellanza, nella Giornata internazionale dedicata a questo tema. Al centro della catechesi, la comunione dei santi
“Oggi ricorre la Giornata mondiale dei malati di Lebbra. Esprimo la mia vicinanza a quanti soffrono di questa malattia e auspico che non manchino loro il sostegno spirituale e l’assistenza sanitaria”.
Una Carta di intenti comune tra vescovi e sindaci che si affacciano sul Mare Nostrum e l'istituzione di un Consiglio dei giovani del Mediterraneo. Sono alcuni possibili obiettivi concreti dell'incontro organizzato dalla Cei a Firenze (23-27 febbraio) a due anni dall'appuntamento analogo di Bari, che si concluderà con la presenza del Papa. Ad annunciarlo al Sir mons. Antonino Raspanti, vicepresidente della Cei