Avvento vuol dire attendere qualcosa che è accaduto una volta storicamente ma che continua a riempire di senso ogni cosa dopo essersi volontariamente sottoposto alle leggi del tempo e dello spazio.
Un percorso in tre libri per analizzare quella banalità del male già delineata dalla Arendt e i rimedi per resistere alla fascinazione del male stesso. Ai crimini di Pol Pot in Cambogia si contrappone l’umiltà profonda di San Giuseppe; ed è bello riscoprire che le Confessioni di Sant’Agostino rappresentano un vero e proprio cammino di terapia contro il male. Tre suggerimenti di lettura e riflessione, perché la letteratura da sempre ha la funzione di raccontarci qualcosa di noi e anche di aiutare chi, senza volerlo, si è incamminato nel buio scambiato per sfolgorio, del male
Come ha intuito un grande critico che ha indagato la letteratura anche alla luce della psicoanalisi, Giacomo Debenedetti, l’arte pirandelliana potrebbe essere un’astuzia della Provvidenza.
Sorridere perché tuo figlio senza né braccia né gambe è felice di giocare con te, che non hai più una gamba, sei un rifugiato e non sai se saranno possibili cure e operazioni per sé e per quel bambino, è qualcosa di straniante.
Nelle scelte più radicali, nell’offerta di sé, ma anche nel prendere il cibo in comune si nasconde il senso della nostra vita. Ce lo dicono tre libri molto diversi tra di loro.