Se qualcuno avesse il sospetto che l’acerrimo nemico del nostro oggi, il Covid-19, possa venire da lontano, in termini temporali, avrebbe ragione. La pandemia ha radici assai antiche, e “Spillover” di David Quammen, scritto nel 2012, aveva già previsto scientificamente l’arrivo del Covid. E ci diceva pure come tentare di evitarlo. E oggi? Se cambiamo ce la possiamo fare. Non è un caso che in questo laicissimo libro si parli anche di san Francesco e del suo Cantico in onore della grande madre
Il suo scorrere tra filosofia, psicanalisi e fede, apre gli occhi su una realtà talmente attuale da essersi paradossalmente resa invisibile: il consumismo.
“Guai a voi, che aggiungete casa a casa e unite campo a campo, finché non vi sia più spazio, e così restate soliad abitare nel paese”.
A settant’anni dalla scomparsa, rimane la certezza che Pavese rappresenti un classico della letteratura moderna, uno di quei classici che lui tanto amava, e traduceva.
Senza urla e strepiti, aveva reso popolare l’arte al pubblico televisivo attraverso le sue rubriche sulle piattaforme generaliste e poi anche su quelle private. Ma non solo diffusore popolare: si era impegnato, non senza screzi e polemiche, anche in politica, ma pur sempre combattendo con le sue armi culturali
Cosa ne sarà delle attese, delle dichiarazioni, delle perplessità, dei litigi, delle riconciliazioni, del mistero dell'amore quando tutto ciò viene già mediato e guidato dalla nuova realtà digitale?
La Congregazione delle suore Domenicane di Santa Caterina da Siena raccontata da un libro di Rosaria Marchesi. L’accurato lavoro dell’autrice può essere letto sia come la narrazione del percorso della congregazione, ma anche come la vittoria della comunione contro la frammentazione e le lacerazioni, dietro le quali la Storia non è riuscita a celare il protagonismo talvolta inconsapevole dei fautori delle divisioni. La Congregazione delle suore Domenicane di Santa Caterina da Siena ha una storia fatta di altre storie, come in un sistema di scatole cinesi.
Presidente della Rai dal 1980 al 1987, scrittore, poeta, opinionista, oggi diremmo influencer, per sua stessa ammissione "Socialista di Dio", titolo di un suo libro vincitore del premio Bancarella 1981, oggi Sergio Zavoli ci ha lasciato, a 96 anni. Per lui il sacro era celato nel rifiuto dell'effimero come corteggiamento avvilente dei tic dei tempi. Cercava il senso, per alcuni Dio, nelle piccole cose: nei muscoli sottili, quelli che non visti ci fanno muovere e agire, e non in quelli pompati di superficie costruiti in palestra, solo per il beneficio dell'occhio