Marco Testi

Marco Testi

Il genio, i seguaci, la ragazza. Beethoven narrato da Saverio Simonelli

Raccontare il genio a 250 anni dalla nascita. Con le umane parole, senza psicologismi, ma neanche senza concessioni al sentimentalismo, e soprattutto al sensazionalismo a tutti i costi, come va tanto oggi. Ci è riuscito Saverio Simonelli, vicecaporedattore di Tg2000, oltre che responsabile dei programmi culturali di Tv2000 con “Cercando Beethoven” (Fazi Editore). Simonelli, che, da buon germanista, sa che il primo romanticismo tedesco era tutto fuorché sentimentalismo, ma anzi, corteggiamento del senso finale delle cose (e nel racconto fa capolino uno dei grandi scrittori di quella stagione, Novalis), riesce ad arrivare al nucleo rovente del discorso: che cosa è il genio?

Alla ricerca della vera gioia. Per non temere i momenti bui, ma servirsene come riscoperta di sé

Don Francesco Buono, parroco dell’unità parrocchiale di Pila e Castel del Piano, in provincia di Perugia, molto attento al pianeta giovani e ai problemi delle coppie sposate, o in crisi, o separate, ha scritto un libro duro e realista: “Salto nella gioia. Viaggio nelle beatitudini”. Un testo in cui rovescia il bicchiere che il detto popolare preferiva mezzo pieno: iniziamo dal vuoto, dal dolore, dall’assenza, e non per autoflagellazione o masochismo, ma perché è quello il momento in cui non cresciamo, facciamo i conti con noi stessi e rinasciamo agli altri e a Dio.

Nuraghe, un unicum a livello mondiale. La richiesta all’Unesco: sia patrimonio dell’umanità

La richiesta di inserire l’intero sistema dei Nuraghi sardi nella lista del patrimonio culturale dell’umanità dell’Unesco riporta all’attenzione mediatica uno dei patrimoni archeologici più estesi al mondo: 24mila chilometri quadrati, 7000 ancora in piedi, un sistema costruito dall’uomo unico nel suo genere, anche perché non ne esistono in altre zone del mondo. E la vastità della loro estensione e dei misteri che ancora li circondano può essere paragonata solo all’Egitto faraonico. Ne parliamo con Michele Cossa, presidente dell’associazione “La Sardegna verso l’Unesco”

Gigi Proietti e Stefano D’Orazio. L’attore, il batterista e la sapienza nell’arte

La scomparsa di Gigi Proietti e di Stefano D’Orazio, tutti e due figli di Roma. L’attore e il batterista hanno adempiuto ad una missione delicatissima, quella di trasmettere valori, emozioni, amore alla gente senza farsi idoli o demoni, il che capita sempre più spesso in quelli che dovrebbero essere mezzi di comunicazione civile e costruttiva. Proietti ha saputo usare il suo talento sempre in modo propositivo, D’Orazio, insieme ai Pooh, ha portato l’impegno e la narrazione del dolore nella canzone solo apparentemente “popolare”