Viaggio del Patriarca ecumenico Bartolomeo negli Stati Uniti. Dal 23 ottobre al 3 novembre, 12 giorni e un’agenda fitta di incontri e ricevimenti in suo onore. Libertà religiosa, la speranza di una maggiore giustizia ambientale in vista della Conferenza Onu sul clima, l’accesso universale ai vaccini anti Covid-19, la difficile situazione dei cristiani in Medio Oriente e Nord Africa ma anche i delicatissimi rapporti con le autorità turche. Questi i temi al centro degli incontri con il presidente degli Stati Uniti Joe Biden, il segretario di Stato Antony Blinken, l’ambasciatore di Turchia, Hasan Murat Mercan e i membri del Consiglio nazionale delle Chiese
“Siamo addolorati per Osman Kavala e per la sua situazione e siamo totalmente solidali con lui. Ma vorrei dire che non è l’unica persona che si trova in questa situazione. Tantissime persone, migliaia di persone si trovano in carcere per gli stessi motivi. Ci sono giudici della Corte Costituzionale, professori, giornalisti. Addirittura, il capo di un partito che ha ottenuto 6milioni di voti. Direi quindi che questa solidarietà va assolutamente allargata a tutte le persone vittime del non rispetto dei diritti umani”.
Ieri a Loikaw, nello Stato di Kayah, ad appena 7 chilometri dal centro diocesano, sono state sequestrate due auto fuoristrada e sono stati catturati 7 membri del personale della Caritas Loikaw.
Il 16 ottobre del 1943, Roma scrisse una delle pagine più tristi della sua storia. La deportazione degli ebrei che dalla stazione Tiburtina arrivarono al campo di concentramento di Auschwitz in territorio polacco. Partirono in 1.024 persone. Tornarono in 15. In quella storia c’era anche la famiglia di Attilio Lattes che riuscì a salvarsi nascondendosi sotto le fogne della città. Ci furono i “mostri” ma anche tante persone che in quella oscurità, li aiutarono a fuggire e a nascondersi. Oggi confida: “Non bisogna essere eroi per essere giusti. C’è bisogno di umanità”
Shock e dolore. Anche i rappresentanti delle Chiese cristiane in Inghilterra si stringono a tutto il Paese in lutto oggi per la morte del deputato della maggioranza Tory, il 69enne David Amess, dopo essere stato aggredito da uno sconosciuto e accoltellato ripetutamente durante una riunione nell’Essex, a sud dell’Inghilterra.
“L’Europa ascolti il grido dei poveri e non lasci indietro nessuno”. È l’appello lanciato dai vescovi dell’Unione europea nella Dichiarazione pubblicata oggi dal titolo “Listen to the cry of the Poor in the context of the Covid-19 pandemic and its recovery” (“Ascoltare il grido dei poveri nel contesto della pandemia di Covid-19 e della sua ripresa”).
“Se vedete intorno a voi le guerre, non rassegnatevi! I popoli desiderano la pace”. Lo chiedono i rappresentanti delle grandi religioni mondiali, ebrei, cristiani, musulmani sunniti e sciiti, membri delle tradizioni buddiste e induiste, nell’Appello di Pace che hanno consegnato, per mano dei bambini, agli ambasciatori di tutto il mondo. “Ringraziamo tutti gli amici del dialogo nel mondo e diciamo loro: coraggio! Il futuro del mondo dipende da questo: che ci riconosciamo fratelli. I popoli hanno un destino da fratelli sulla terra”.
“Desidero esprimere la mia preoccupazione per la situazione dei migranti e dei richiedenti asilo in situazione di vulnerabilità la cui dignità umana e i diritti fondamentali dovrebbero essere rispettati. Il loro diritto di chiedere asilo dovrebbe essere protetto e gli Stati dovrebbero rispettare il principio di non respingimento delle persone a rischio nel loro Paese d’origine”.
L’unità della Chiesa e del popolo armeno, la testimonianza dei cristiani in “tempi difficili e bui”, il lavoro instancabile per la pace. Queste le direttrici indicate da Sua Beatitudine Raphaël Bedros XXI Minassian. Il 23 settembre scorso il Sinodo dei vescovi della Chiesa patriarcale di Cilicia degli Armeni, convocato a Roma, lo ha eletto capo della Chiesa di Cilicia degli Armeni. Un popolo sparso in tutto il mondo, costretto da eventi spesso tragici della storia, alla diaspora