Combattere le diseguaglianze regionali che esistono all’interno dell’Ue; cura dell’ambiente e lotta agli sprechi alimentari; stop alla esportazione delle armi nelle aree di conflitto armato e rispetto dei diritti umani da parte delle multinazionali. Sono le 4 priorità su cui i membri del prossimo Parlamento europeo dovranno confrontarsi. A indicarli è “Giustizia e Pace Europa” che, in vista delle elezioni di fine maggio, ha pubblicato un Dossier dal titolo “Adeguare l’Europa al bene comune”
Partita la campagna delle Chiese cristiane d’Europa (Kek) per le elezioni parlamentari europee che si terranno dal 23 al 26 maggio. Torsten Moritz, segretario generale della Commissione delle Chiese per i migranti in Europa (Ccme): “Il rischio del populismo e degli estremismi politici ha raggiunto livelli senza precedenti nella storia. È vero che l’Europa ha commesso i suoi errori. Dalla crisi economica e dal modo con cui è stata affrontata in questi anni senza uno spirito di solidarietà vera. Alla questione migratoria. Ma noi continuiamo a dire: all’Europa non ci sono alternative”
Direttamente dalla Corea, il vescovo di Daejeon commenta al Sir il vertice di Hanoi: “Mi dispiace. Mi aspettavo che i due leader potessero arrivare ad un accordo. Ma così non è stato. Seguendo, però, le notizie e, soprattutto, la conferenza stampa del presidente Trump, posso dire: c’è speranza. Sempre. Mai la speranza deve venire meno”
"Nuova tappa dell'evangelizzazione e sinodalità". Questo il tema del convegno che si apre oggi a Loppiano, promosso dal Movimento dei Focolari in Italia, in collaborazione con il "Centro Evangelii gaudium" dell'Istituto Universitario Sophia. Oltre 40 vescovi italiani hanno accolto l'invito a partecipare. Un'adesione importante che fa emergere - osserva mons. Piero Coda, preside dell'Istituto - "l'esigenza di ritrovarsi insieme per avviare quello che Papa Francesco ha definito un processo sinodale che ci renda capaci di discernere comunitariamente le sfide dell'oggi rilanciando un cammino di Chiesa a servizio della crescita della società con visione e concretezza"
Anouar Kbibech è vicepresidente del Consiglio francese del culto musulmano, al Sir commenta il Documento di Abu Dhabi e la prossima visita del Papa a Casablanca e Rabat. “In Marocco, il Papa sarà di nuovo in terra d’Islam e andrà per portare un messaggio di pace e di fraternità. Sarà accolto a braccia aperte”. Anche i musulmani di Francia hanno invitato il Papa. “I musulmani francesi hanno per lui un affetto particolare. Papa Francesco ha un posto particolare nel loro cuore”
Padre Hans Zollner parla dell’Incontro sulla protezione dei minori nella Chiesa che si terrà in Vaticano dal 21 al 24 febbraio. Responsabilità dei vescovi, “accountability” e trasparenza: questi i tre temi che verranno trattati dai presidenti delle Conferenze episcopali di tutto il mondo. Papa Francesco sarà presente, si interessa molto e segue da vicino tutta la preparazione. E riguardo all’ascolto delle vittime “ci tiene che questo avvenga a casa e non solo qui”
Abbiamo chiesto a mons. Piero Coda, esperto di dialogo, una lettura “teologica” del Documento sulla Fratellanza Umana alla luce del Concilio Vaticano II. “Le religioni - spiega - non sono un sistema chiuso, dato una volta per tutte, ma sono in cammino, crescono: lo Spirito di Dio incalza e noi lo dobbiamo ascoltare e assecondare”
Da Abu Dhabi, l’imam Yahya Pallavicini, presidente della Coreis italiana, commenta al Sir il “Documento sulla fratellanza umana”. Da adesso in poi “lo spazio per l’ambiguità è finito. Si parla di alterità. Significa che dobbiamo rispettare l’altro nella sua diversità, camminare insieme uniti e scoprire che l’altro - sebbene usi una grammatica diversa - mi è fratello”. E ancora: “Nessuno potrà più dire che la sua è un’interpretazione dell’Islam o una necessità politica nazionale. Da oggi, è sancito un principio condiviso da tutti"
Don Valentino Cottini (Pisai) racconta al Sir le prospettive del viaggio di Papa Francesco negli Emirati Arabi: “Ha un’importanza unica. È la prima volta in assoluto che il capo della Chiesa cattolica sbarca nella penisola araba. Non possiamo dimenticare che la penisola araba è la culla e il santuario dell’Islam, dove per secoli si è sostenuto che potessero mettervi piede solo i musulmani”