“Una buona notizia”. Così mons. Paolo Pezzi, arcivescovo di Mosca, definisce l’incontro giovedì prossimo in Vaticano del presidente russo Putin con Papa Francesco. Pace, presenza dei cristiani in Medio Oriente, Ucraina. Questi probabilmente i temi al tavolo dei colloqui. “Il Papa ha qualcosa da dire, ha qualcosa da proporre ma è anche uno che ascolta, che si lascia interrogare da quello che sente e questo rende dinamico l’incontro. Lo rende un dialogo. Un incontro in senso profondo, di scambio e arricchimento e non di contrapposizione”
Da Tbilisi mons. Pasotto racconta le proteste dei giorni scorsi davanti al Parlamento georgiano: “Una terra, una casa occupata è come una spada che è entrata nella carne. Anche se il tempo può rendere lieve o far dimenticare il dolore, basta poco per rendere vivo di nuovo tutto. Tristezza negli occhi, dolore silenzioso. Gli uomini poveri vedono un' ingiustizia che non lascia nemmeno alzare la voce. È la vera povertà”
Vescovi francesi contro le derive settarie nelle comunità cattoliche. Presentato alla stampa un Dossier sul lavoro realizzato dalla Cellula istituita dalla Conferenza episcopale. Tra ottobre 2018 e febbraio 2019, sono state ricevute 1.300 segnalazioni: 245 per chiamata telefonica; 1.000 per mail; una ventina di lettere inviate per posta e una decina di persone ricevute. Culto del fondatore, assolutizzazione del gruppo, isolamento e rottura con l’esterno sono alcuni dei criteri rivelatori. E chi esce, si ritrova solo in depressione e addirittura rischio di suicidio
Liliana Segre: “Il messaggio di Anna Frank è stato sempre positivo fino all’ultimo. Lo vogliamo rovinare? Lo vogliamo distruggere non solo con le magliette, ma facendole capire dopo tanti anni che il suo messaggio è stato inutile, che non è stato raccolto? Purtroppo è così… Saremmo morti tutti, carnefici e vittime ancora superstiti. Rimarrà, forse, una riga in un libro di storia e poi non ci sarà più neanche quella. Il messaggio di Anna Frank? Io non so se oggi avrebbe avuto ancora la speranza”
Un milione di persone in piazza ad Hong Kong per manifestare contro l'estradizione forzata dei sospetti criminali verso la Cina. Francesco Sisci, sinologo: “La gente di Hong Kong teme che con questo emendamento Pechino possa facilmente chiedere l’estradizione, con l’accusa più o meno inventata, anche di dissidenti politici che vivono ad Hong Kong. Il problema quindi non è la legge in sé. Il problema è la fiducia che la gente ha verso la Cina”
“Religiosità popolare – tiene a precisare mons. Antoine Hérouard, vescovo ausiliare di Lille - non è un termine peggiorativo. Rimanda piuttosto a ciò che esprimono nella loro fede i malati, i poveri, i piccoli. Le persone vengono a Lourdes per affidare alla Vergine Maria le loro difficoltà, la loro vita, le loro speranze”. L'annuncio è stato dato dall'arcivescovo Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la nuova evangelizzazione, il dicastero che da due anni ha ricevuto da Francesco l'incarico di valorizzare la pastorale dei santuari
Uno sguardo preoccupato per le derive di disintegrazione che si avvertono in Europa e per le conseguenze che questo processo può avere sull’equilibrio di pace in Europa e nel mondo. Ma anche un grandissimo interesse per tutto quanto sta avvenendo dentro i grandi confini del continente europeo. Con questi sentimenti Papa Francesco ha ricevuto il 6 giugno il Comitato permanente della Comece, la Commissione degli episcopali dell’Unione europea. Il Papa è stato informato dai vescovi sugli esiti delle elezioni europee e sulla forte partecipazione al voto.
Gli auguri di mons. Miguel Ángel Ayuso Guixot, nuovo presidente del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso, ai musulmani che in questi giorni celebrano la grande festa della fine del Ramadan: “Le paure sono insite nella nostra natura umana ma devono essere vinte. E la chiave per vincerle è la tenerezza. La tenerezza è toccare l’umanità dell'altro. È diventare compagni di viaggi di ogni essere umano”
Si celebra oggi, 5 giugno, la Giornata mondiale dell’ambiente. L’esperto Cei per le questioni ambientali, Simone Morandini, mette in guardia: “La situazione è preoccupante ma i cambiamenti sono possibili e possono pilotarci verso una sostenibilità ambientale. Perché allora non farlo, perché arenarci in questa inerzia, perché non dedicare anche qui in Italia l’agenda politica a queste grandi sfide da cui dipendono il futuro del pianeta ma anche il futuro del nostro Paese?”