All’indomani del vertice a Washington tra il presidente ucraino Zelensky e il presidente Usa Trump, parla il nunzio apostolico a Kyiv, l’arcivescovo Visvaldas Kulbokas: “Ogni giorno in più di guerra significa distruzione, centinaia e centinaia di morti, senza parlare delle tantissime altre conseguenze molto negative sulla popolazione. La mia grande speranza è che quando vediamo che proprio nulla sembri portare alla pace, questo spinga le persone che hanno in mano gli strumenti, a fare qualcosa, a capire che così non può funzionare”.
Mons. Mariano Crociata, presidente Comece: “Assistiamo a uno spettacolo ignobile che capovolge la realtà. Dobbiamo resistere e dire al popolo ucraino che non accetteremo mai di farlo passare per ciò che non è”
Oggi si celebra la Giornata nazionale di preghiera per l’Ucraina, istituita dalla Verkhovna Rada il 24 febbraio, anniversario dell’invasione russa. Il nunzio sottolinea il potere trasformante della preghiera, capace di ispirare azioni di pace oltre l’azione politica umana
Si chiama “MED-25 Bel Espoir” la nave che salperà il 1° marzo da Barcellona con 200 giovani di diverse nazionalità, culture e religioni. Per otto mesi attraverserà il Mediterraneo, ispirandosi al pensiero di Giorgio La Pira e agli incontri di Bari, Firenze e Marsiglia
Si è svolto a Roma, presso la sede della Cei, l’incontro “Le religioni a servizio della coesione sociale”, che per la prima volta ha riunito giovani delegati delle Chiese cristiane e religioni in Italia. Un’occasione per valorizzare il loro potenziale di cambiamento
“Possano il sangue e i sacrifici di innumerevoli persone innocenti, insieme con quello di Padre Donald Martin Ye Naing Win, servire come offerta per porre fine alla violenza che si sta verificando in tutta la nazione”.
Ai leader che si ritroveranno oggi a Parigi per un vertice informale sull'Ucraina, il vescovo Dzyurakh lancia un appello: “I leader europei si devono assumere le loro responsabilità davanti a Dio e non pensare di accontentare un aggressore o chi pretende ristabilire una vita prospera e sicura a ogni costo, anche a costo della giustizia e della verità. Chiediamo ai leader europei di cercare una pace, che si basa sui principi della legge internazionale e dei diritti umani". "Non ripetiamo gli errori del passato. Non ripetiamo quanto successe alla Conferenza di Monaco nel 1938 che fu il preludio di una strage mondiale". "Non disprezzate le vittime innocenti di questa guerra e non tradite l’eroismo del popolo ucraino e le aspettative dei popoli europei che mostrano da anni una solidarietà inedita con il popolo ucraino”.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump spinge per una soluzione sull'Ucraina e annuncia di voler “far iniziare immediatamente i colloqui”. Zelensky ribatte: “Nessuno come l'Ucraina vuole la pace”, mentre il cancelliere tedesco Olaf Scholz respinge una "pace imposta" all'Ucraina. Motori riscaldati dunque alla vigilia della Conferenza di Monaco che riunirà nella città tedesca sessanta capi di Stato, esperti di politica internazionale e militari per parlare di rapporti tra Unione europea e Stati Uniti, spese militari e soprattutto dell'avvio dei negoziati per la pace in Ucraina. Abbiamo chiesto un parere a Francesco Vignarca
“Non capiamo perché i russi ogni notte mandano droni e sparano missili. È un po’ come se questi missili oltre a distruggere ciò che colpiscono, ci tolgono anche la speranza che ci stiamo avvicinando alla fine di questa guerra. Se si sta arrivando ad un accordo, non dovrebbe essere così”. È mons. Oleksandr Yazlovetskyi, vescovo ausiliare di Kiev e presidente di Caritas-Spes Ucraina, a parlare da Kiev delle trattative negoziali in corso tra Stati Uniti e Russia per la possibilità di aprire un tavolo in grado di porre fine alla guerra in Ucraina