Maria Chiara Biagioni

Maria Chiara Biagioni

Fatemeh Rezaei, 11 anni, morta per avvelenamento. Azar Karimi: “Onu faccia luce e prenda una posizione”

"Una bimba di 11 anni di nome Fatemeh Rezaei è morta a seguito di queste intossicazioni barbare del regime". Ci sono dunque anche le prime vittime dietro agli avvelenamenti che stanno andando avanti in Iran da quasi subito dopo l’uccisione di Mahsa Amini e stanno prendendo di mira la popolazione femminile iraniana. A denunciarlo è Azar Karimi, rappresentante dell’Associazioni Giovani iraniani in Italia. "Vogliamo che la Commissione delle donne delle Nazioni Unite faccia luce su quello che sta accadendo e prenda una posizione chiara"

Chisinau, strade presidiate dalle forze dell’ordine. Mons. Lo Deserto: “Cosa accadrà nel futuro è l’interrogativo di ogni giorno”

Il racconto della giornata di ieri di mons. Cesare Lo Deserto, vicario generale della diocesi di Chişinău. Migliaia di persone ieri hanno bloccato non solo il centro di Chişinău, tentando addirittura di prendere d'assalto uffici del governo, ma hanno anche preso di mira gli ingressi e le vie di comunicazioni principali della città, provocando un disagio e soprattutto uno stato di allerta molto elevati. È preoccupante anche il segnale che stanno mandando le compagnie aeree come Air Moldova e WizzAir che hanno annunciato sempre ieri di aver cancellato alcuni “voli a causa di difficoltà operative”

Naufragio nel Crotonese: mons. Kmetec (vescovo di Smirne), “una tragedia, ma ancora più grande è la malvagità di chi sfrutta il dolore”

“È una grande tragedia che provoca una grande tristezza e un immenso dolore”. Raggiunto telefonicamente dal Sir, mons. Martin Kmetec, arcivescovo di Smirne e presidente della Conferenza episcopale turca, commenta con queste parole la notizia del tragico naufragio di migranti sulle coste italiane a bordo di un barcone che era partito proprio dalla sua città.

Arrivati 97 rifugiati afghani, storie di diritti umani calpestati e di libertà negate

Attivisti, medici e infermieri, giovani donne, sportivi. E’ “il popolo” afghano giunto questa mattina a Roma Fiumicino dal Pakistan grazie al programma dei Corridoi Umanitari realizzati da Caritas Italiana (per conto della Conferenza Episcopale Italiana), FcEI (Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia), Tavola valdese e Comunità di Sant’Egidio. “Nessuno di loro avrebbe mai voluto lasciare il Paese se solo ci fosse stata la possibilità di rimanere”, racconta Daniele Albanese di Caritas Italiana. “C’è molta rassegnazione purtroppo rispetto a quello che sta ancora succedendo lì. C’è la speranza ma al momento la situazione è talmente degenerata che è impossibile per nessuno di loro pensare di poter fare rientro in patria”.