È tradizione ormai da tanti anni fare - in occasione della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani - lo “scambio dei pulpiti”, per cui una domenica il vescovo va al tempio e tiene il sermone dentro il culto valdese, e l’altra domenica è la comunità valdese a preparare la predica per la messa cattolica in cattedrale. La comunità valdese decide chi tiene l’omelia e quest’anno per la prima volta hanno fatto insieme il pastore e una donna laica. “Parlarsi è una cosa - osserva il vescovo Olivero -, ma dar parola è diverso perché implica un enorme rispetto, una fiducia certa, un apprezzamento sincero”
“Il pericolo dell’oblio c’è sempre. Io penso che tra qualche anno sulla Shoah ci sarà solo una riga sui libri di storia e poi neanche più quella”. A lanciare il durissimo monito è la senatrice a vita e testimone della Shoah, Liliana Segre. Ma anche quest’anno, sono centinaia le iniziative organizzate in tutta Italia per celebrare il Giorno della memoria. Mostre, incontri, presentazioni di libri, eventi per le scuole. “La senatrice a vita - commenta Milena Santerini, già coordinatrice nazionale per la lotta contro l’antisemitismo - esprime la sua preoccupazione e lo fa per risvegliare le nostre coscienze ma noi ci siamo. Stiamo lavorando con lei e con tutti gli altri sopravvissuti alla Shoah proprio perché questo oblio non avvenga”
Una missione umanitaria della Caritas dell’Esarcato di Kharkiv è stata colpita martedì 24 gennaio da colpi di artiglieria nel villaggio di Lyptsi e nell’attacco sono rimasti feriti padre Vitaly Zubak e suor Daria Panast della Congregazione delle suore di San Giuseppe Sposo della Beata Vergine Maria.
“Quello che chiediamo è che si raggiunga una pace giusta. Ma per raggiungerla, l’Ucraina deve vincere questa battaglia”. È Sua Beatitudine Epifanio, metropolita di Kiev e primate della Chiesa Autocefala Ortodossa in Ucraina, a raccontare al Sir “lo stato d’animo” con cui una delegazione del Consiglio pan-ucraino delle Chiese e delle associazioni religiose ha incontrato il Papa, mercoledì 25 gennaio, prima dell’udienza generale. “Dopo il 24 febbraio abbiamo visto quanto ha fatto il Papa, provando molte volte e personalmente a raggiungere i cuori e le menti di Putin e dell’amministrazione del Cremlino, per portare il suo messaggio. Ma le loro porte sono state sempre completamente chiuse alla sua voce”
“È la nostra supplica appassionata a tutte le parti interessate in Myanmar, come leader di varie tradizioni di fede: abbiamo sofferto abbastanza come popolo. Lasciamo che tutte le armi tacciano, incontriamoci come fratelli e sorelle e cominciano il sacro pellegrinaggio di pace, uniti come nazione e come popolo. La pace è possibile, la pace è l’unica via”.
Il racconto drammatico al Sir di padre Roman Laba, parroco della chiesa della Vergine Maria del Perpetuo Soccorso che si trova a soli 200 metri dal luogo in cui ieri mattina un elicottero si è schiantato sopra un asilo causando la morte di 14 persone tra cui un bambino e di tutto lo “staff” dirigenziale del Ministero degli Affari interni. “Erano le 8.20 ieri mattina – dice - quando abbiamo sentito un rumore forte come se un aereo fosse precipitato. Ci siamo immediatamente recati sul posto ed abbiamo capito che era caduto un elicottero e che purtroppo era precipitato sopra un asilo”. Il sindaco ha decretato tre giorni di lutto. Il cordoglio e le preghiere di tutte le chiese cristiane del Paese per le vittime e i feriti.
Riflessione del teologo sul significato della Settimana di preghiera per l’unita dei cristiani che si celebra dal 18 a 25 gennaio con una miriade di iniziative, anche in Italia, sparse su tutto il territorio, e che quest’anno ha come tema “Imparate a fare il bene, cercate la giustizia” (Is 1, 17)
La storica chiesa cattolica del villaggio di Chan Thar, nel distretto di Shwe Bo (regione di Sagaing) in Myanmar è stata incendiata e completamente rasa al suolo il 15 gennaio scorso da “Tatmadaw”, le forze armate che dal 1 febbraio 2021 hanno preso con un colpo di stato le redini del paese rovesciando il governo democratico guidato da Aung San Suu Kyi.
Si celebra come ogni anno il 17 gennaio – alla vigilia della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani – la Giornata per l’approfondimento e lo sviluppo del dialogo tra cattolici ed ebrei. Come “nucleo ispiratore” è stato scelto quest’anno il passo del profeta Isaia “Consolate, consolate il mio popolo”. Mons. Olivero, presidente della Commissione Cei per l’ecumenismo e il dialogo, al Sir: “Oltre ad essere feriti, siamo anche delusi e impauriti del futuro. Credo che il compito del cristianesimo oggi sia quello di essere capaci di dare motivi di speranza. Consola chi guarda avanti e vede un futuro possibile che si apre”.