Paolo Zucca

Paolo Zucca

La Bce vuole la ripresa, i dazi fanno muro

La mossa della Bce lascia spazio ai Governi perché spingano la ripresa. Placa il nostro spread (differenza di rendimento fra i decennali pubblici di Italia e Germania) sotto i 150 punti, fa in modo che risparmiatori e investitori orientino i loro flussi altrove. Anche in Borsa. Questo spiega perché i listini crescono mentre l’economia vera, quella importante per le famiglie, langue

La guerra dei dazi e delle valute porta la recessione

Fra le componenti di un rischio recessione globale 2019-2020 c’è anche un più ridotto spazio d’azione delle banche centrali: in passato allentando le briglie, quindi abbassando i tassi, aprivano uno scenario in cui era meno pericoloso fare debiti per investire e comprare. E’ quanto si accinge a fare di nuovo la Bce in Europa; negli Usa Trump critica la banca centrale (Fed, Federeal Reserve) accusandola di non accompagnare l’economia. Nelle prossime settimane altri dati economici permetteranno di capire se l’economia sta rallentando ovunque: lo vedremo dai dati dell’occupazione, dalle mosse delle banche centrali e, forse, da una più accesa competizione delle valute. Una gara a indebolirle per favorire la convenienza delle proprie esportazioni. Dazi permettendo

Cala la disoccupazione in un’Europa che rallenta

Si muove al ribasso il tasso generale di disoccupazione: al 9,7% in Italia sui minimi degli ultimi sette anni, per l’Eurozona il calo è al 7,5% rispetto al 7,6% di maggio. E’ il minimo dal 2008. I flussi statistici vanno esaminati e inquadrati: alcune percentuali sono calcolate sugli italiani in età da lavoro che, per l’effetto demografico, tendono a scendere. L’occupazione può essere part time che non è la stessa cosa dell’orario pieno. Aumentano bene i lavoratori nella fascia forte dai 35 ai 49 anni, dai 50 in su è difficile mantenere occupazione. Le donne, in recupero, sono ancora penalizzate. Per un rilancio più consistente dell’occupazione bisognerà attendere la crescita robusta e continuativa, quella che incoraggia gli investimenti e le assunzioni

Battaglie a suon di dazi Usa, cosa rischia l’Italia

Di dazio in dazio le economie si chiudono sui Paesi d’origine, si allenta quello scambio diplomatico-commerciale che è comunque una delle forme storiche di colloquio fra i popoli. Chi è forte resta abbastanza forte. Chi è debole e rivolto all’export soffre di più. Per l’Italia, che ha già un’economia fragile e una domanda interna sottotono, sarebbe un ulteriore freno