Paolo Zucca

Paolo Zucca

L’economia sarà debole dice la Ue e l’effetto coronavirus non è calcolato

La Commissione Ue sembra confidare nel grande piano di investimenti pubblici del Green Deal, il Governo italiano nella capacità di tenuta del risparmio italiano e dalle minori necessità di spesa per interessi da riconoscere a chi sottoscrive il grande debito pubblico. E' un beneficio concesso dallo spread (differenza di rendimento fra titoli pubblici decennali tedeschi e italiani) che è rientrato molto. E ci dà buon ossigeno. Riapriranno alcuni grandi cantieri bloccati con la spinta prevalente del denaro pubblico. C'è qualche margine di ripresa dei consumi interni per il flusso del reddito di cittadinanza e la riduzione del cuneo fiscale. Tutto utile ma è poca cosa

Brexit, perchè ora tutti rischiano di farsi male?

Sono tali e tante le complessità da far ritenere che gli undici mesi di transizione non basteranno per sottoscrivere entro l'anno nuovi accordi di vicinato con l’area continentale. Anche perché, come in ogni negoziato, le posizioni iniziali sono molto distanti e dalle due parti non si esclude la “hard Brexit”, cioè l’uscita del Regno Unito senza accordi e quindi con il massimo del danno

Le Borse festeggiano, ma l’economia è un’altra cosa

A chiusura di un 2019 generalmente positivo per i mercati finanziari (che sono cosa ben più vasta della sola compravendita di azioni, comprendono valute, obbligazioni e tanto altro) verrebbe da dire che l’ottimismo regna perfino nell’Italia dall’economia asfittica. Con Borse in grande rialzo la festa non è solo per amanti dell’azzardo, la platea è più vasta e variegata anche se la gran parte delle famiglie resta fuori, quando va bene e quando va male

Soldi pubblici per Popolare Bari, un storia già vista

Altre banche non comprano (e se lo fanno al costo di un euro) e anzi vogliono ridurre gli sportelli. Elemento comune ad altre crisi è il dubbio di scarso controllo esterno della Banca d’Italia, sotto accusa da più parti per interventi ritenuti tardivi a fronte di numeri in evidente deterioramento. La Banca Centrale replica rivelando di avere inviato lettere esplicite ai Governi già dal febbraio scorso. Popolare Bari ha sempre goduto di amicizie politiche. Si parte con il riavvio di una Commissione parlamentare d’inchiesta, la magistratura è già all’opera e si farà sentire, la Ue tiene d’occhio che gli aiuti pubblici siano temporanei. Una storia che si ripete. Non per questo meno grave

I tagli di UniCredit fanno male ma non sorprendono

Solo negli ultimi mesi UniCredit ha venduto Fineco, una importante quota di Mediobanca, una solida partecipazione in Turchia. Il gruppo diventa più piccolo, meno presente, con meno dipendenti. Ma quello sembra l’ultimo dei problemi. UniCredit sa di non essere sola: in Italia negli ultimi dieci anni, utilizzando un Fondo esuberi di categoria, sono spariti 64 mila posti, il 25,5% degli sportelli. In venti anni ben 555 piccoli e medi Comuni hanno perso l’unica presenza bancaria

Cassa Depositi e Prestiti. Soldi pubblici per Taranto, non è così facile

Il sentiero è strettissimo per tutti. I soldi raccolti dagli italiani devono essere impiegati per sostenere l’economia ma non in società con perdite probabili. Il pressing sull’Acri, l’associazione delle fondazioni bancarie, è forte per trovare una soluzione che ora non è esplicitata; la magistratura sta guardando bene tutte le mosse effettuate dal gruppo anglo-indiano che da multinazionale si sposta dove trova le migliori condizioni. Lavoratori, città e fornitori vivono l’affanno di anni di incertezza. La strada della nazionalizzazione non è esclusa, non come assetto definitivo quanto per guadagnare tempo a una soluzione credibile

Perché Draghi ora ha bisogno di un’economia forte

I tassi a zero – è l’accusa di alcune banche commerciali nordeuropee – hanno certo aiutato a rendere meno onerosi i mutui alle famiglie e hanno congelato il debito esistente. Non sono stati stimolo e hanno creato più contraccolpi del previsto. Le banche centrali - altra accusa alla sua gestione - sembrano aver esaurito le manovre straordinarie a disposizione e sono quindi meno credibili nell'imporre a suon di tassi le politiche monetarie. Aver dato denaro a basso costo ha ingenerato incertezza o pigrizia. Accuse che impongono al nuovo Draghi di dimostrare che l'economia può ripartire proprio per i tassi bassi, in Italia e altrove

Ridurre l’uso di contante senza penalizzare i più deboli

L’attuale limite dei pagamenti cash a 3mila euro è ritenuto da una parte una libertà che aiuta il commercio, un’altra parte di italiani chiede di abbassare il tetto al contante per far emergere un’economia che schiva parzialmente le tasse. Il governo spinge per un “piano cashless” per incentivare le spese effettuate con strumenti di pagamento tracciabili