Sarah Numico

Sarah Numico

Russia. Il “plebiscito” annunciato per Putin. Il voto con protesta dei sostenitori di Navalny

Via con il quinto mandato, per altri sei anni, con l’86,5% dei consensi raccolti dai tre giorni di voto nella Federazione Russa: Vladimir Putin ce l’ha, ovviamente, fatta, con numeri da vero e proprio dittatore. Un abisso di distanza dai suoi concorrenti-farsa. Ieri alle 12, è scattata la protesta “mezzogiorno contro Putin” con l’iniziativa lanciata da Yulia Navalanaya, moglie dell’oppositore ucciso il 16 febbraio scorso, di ritrovarsi davanti ai seggi elettorali, e annullare la scheda scrivendo il nome di Alexsey Navalny. File si sono formate, soprattutto a Mosca e San Pietroburgo, ma nulla che potesse far pensare a un sollevamento popolare. Ovviamente non si saprà mai il numero di schede annullate

Russia al voto per le presidenziali. La testimonianza da Mosca: “Il risultato è chiaro, non ci saranno sorprese”

Anonimato è la parola d’ordine per chi vuol vivere in Russia, pur pensandola diversamente dal presidente in carica. Per salvare la libertà, il posto di lavoro, i propri cari, bisogna tacere. Anonimato deve garantire il Sir a un accademico moscovita che ha accettato di rispondere ad alcune domande sulla Russia alla vigilia delle elezioni presidenziali del 15-17 marzo: il tema è “molto delicato” e c’è una “enorme macchina repressiva che si sta muovendo in Russia”, spiega il nostro interlocutore da Mosca

Paesi Bassi: Wilders (estrema destra) vince le elezioni. Nel programma Nexit e stop ai rifugiati. I giornali europei: trema l’Europa

Ce l’ha fatta il leader di estrema destra Geert Wilders: il suo partito occuperà il 25% dei 150 seggi della camera bassa dei Paesi Bassi (probabilmente 35/37 seggi) e lui dovrà formare un governo. “Una vittoria mostruosa”, la definisce il quotidiano olandese deVolkskrant, perché è così schiacciante (le previsioni lo davano al 18%) da mettere i rivali di Wilders, Frans Timmermans, Pieter Omtzigt e Dilan Yesilgöz, “in una posizione difficile”: soprattutto Yesilgöz e Omtzigt, che avevano aperto alla possibilità di una coalizione “si trovano improvvisamente” di fronte alla domanda se “osano governare sotto” Wilders.

Verso le elezioni europee: alla scoperta del Parlamento Ue

Fra il 6 e il 9 giugno 2024 i cittadini dei 27 Paesi membri dell'Unione europea si recheranno ai seggi per rinnovare la composizione dell'emiciclo di Strasburgo. Una grande prova di democrazia. Presentiamo, in due puntate, il profilo dell'Eurocamera: come si vota, il "profilo" dei deputati, i gruppi politici. E qualche curiosità

Mosca. Trophimov: la ribellione della “Wagner” è stata una pericolosa destabilizzazione, ma il poter di Putin non sta arrivando alla fine

Quello che inizialmente sembrava un vero tentativo di colpo di Stato poi fallito, si sta rivelando una intricata e ambigua vicenda di potere e soldi. Mancano notizie certe sulla sorte di Yevgeny Prigozhin e della sua compagnia Wagner. Sembrava potesse comunque scompigliare la situazione, indebolire Putin, portare a una svolta anche dell’invasione in Ucraina; lo si è sperato in Occidente, ma quel sussulto non pare al momento aver avviato alcunché di trasformativo. Ne abbiamo chiesto una lettura al professore Sergej Trophimov, associato della cattedra di Sociologia delle comunicazioni di massa alla facoltà di giornalismo dell’università Lomonosov di Mosca.