Centinaia di pellegrini cristiani, di varie denominazioni, tra i quali molti cattolici, hanno cominciato il loro “Cammino verso la Cop 26” con l’obiettivo di arrivare a Glasgow il 30 ottobre alla vigilia della conferenza sul clima per fare azione di lobby sui leader politici perché rispettino le promesse fatte.
Si chiama settled status: è il visto richiesto sull’isola del dopo-Brexit che garantisce agli stranieri accesso a sanità pubblica, pensione, case di riposo e il diritto di rientrare in Gran Bretagna dopo un viaggio fuori dai confini britannici. Il Comites, Comitato degli italiani all’estero, sta aiutando i connazionali anziani a mettersi in regola. Ci si è organizzati con una linea telefonica, una guida a stampa, visite domiciliari. Pietro Molle: “Gli europei che hanno ottenuto il visto hanno superato i 5 milioni. Gli italiani registrati sono oltre 440mila, in Inghilterra e Galles, una cifra inferiore ai 700mila che vivono nel Regno Unito”
Stefan Enchelmaier, esperto di politica europea e docente all’Università di Oxford, analizza l'esito del recente voto amministrativo nel Regno Unito. Conservatori vincenti, Labour sconfitto. Scozia sempre più europeista e lontana da Londra. Galles e Nord Irlanda in ebollizione. La retorica Brexit e il buon esito della campagna vaccinale segnano la politica isolana, ma alle promesse ora occorrerà far seguire i fatti
Il 6 maggio urne aperte per rinnovare 143 amministrazioni comunali e provinciali, tra le quali il consiglio municipale di Londra e una parte dei consigli di Liverpool, Manchester, Newcastle e Birmingham. Ad essere scelti saranno anche i 129 membri del parlamento scozzese e i sessanta di quello gallese oltre a 13 sindaci. Il Partito conservatore (Tory) dato per favorito grazie agli esiti incoraggianti della campagna vaccinale, il cui merito è attribuito al premier Johnson. Mark Stuart, politologo dell’Università di Nottingham, spiega però che si rischiano rapporti tesi con la Scozia e il Galles, dove una parte dell'opinione pubblica sostiene l'indipendenza
Chris Harvey, specialista in malattie respiratorie acute, lavora al Glenfield Hospital di Leicester in uno dei reparti di rianimazione in prima linea nella lotta contro il coronavirus. Al Sir confida 12 mesi di lotta al Covid, dai morti in corsia fino alla situazione attuale fortemente migliorata grazie a una efficace campagna vaccinale. L'isola è stata duramente colpita dalla pandemia e la popolazione ne ha fatto le spese. Oggi mette in guardia: "pensare di abbandonare mascherine, distanza e gel e sarebbe un vero disastro"
Ignatius Spencer ed Elizabeth Prout, dichiarati venerabili da Papa Francesco, sono, secondo l’arcivescovo di Liverpool Malcolm McMahon, figure di grande attualità. “Sono due santi molto adatti al momento che stiamo vivendo perché erano completamente dediti ai poveri sia dal punto di vista fisico che spirituale”. “Penso che questa crisi ci abbia insegnato a mettere gli altri prima di noi stessi – dichiara al Sir – e ci abbia fatto scoprire la nostra straordinaria capacità di aiutare chi ci sta vicino”
La scuola elementare cattolica, che fa parte della “Lumen Christi Catholic Multiacademy”, si trova in uno dei quartieri più poveri di Birmingham. La pandemia ha colpito duramente il Regno Unito e ha reso ardua la frequenza scolastica. Così alla Saint Paul si è deciso di distribuire strumenti informatici alle famiglie in difficoltà. Il racconto della dirigente scolastica e di una mamma
A dieci giorni dopo l'entrata in vigore della Brexit, mons. John Arnold, portavoce della Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles, non nasconde la sua delusione. Ha sempre creduto fermamente nel sogno europeo e ritiene che l’uscita della Gran Bretagna dall'Unione europea sia stata una sconfitta per il suo Paese: “L’Europa dovrebbe riunirsi come un’unione di ventotto nazioni per affrontare unita sfide globali importanti come la protezione dell’ambiente, l’accoglienza dei migranti e la lotta al traffico umano”, spiega in questa intervista al Sir, “Abbiamo più successo quando lavoriamo insieme”
“Un altro termine ultimo spostato. L’ennesima decisione di continuare le trattative. Il vero problema è che non sappiamo che cosa stia succedendo ai negoziati. Credo che un accordo sia già pronto con degli spazi vuoti per i dettagli sui quali vi sono ancora divergenze”.