“Quando ho acceso la radio, giovedì scorso, mi si è spezzato il cuore, come è capitato a tutti. Non riuscivo a credere che Putin avesse davvero attaccato la mia gente”. Il vescovo Kenneth Nowakowski è l’eparca della comunità greco-cattolica ucraina del Regno Unito e responsabile della cattedrale della Sacra Famiglia a Londra. “Sono profondamente grato a Papa Francesco per tutto quello che sta facendo per il popolo ucraino. Il suo esempio è stato fonte di ispirazione per noi”, dice l’eparca al Sir, “Vladimir Putin andava fermato prima. Questa guerra è cominciata nel 2014, con l’annessione della Crimea, ma, nello spazio di poco tempo, l’Occidente si è abituato al conflitto ed ha addirittura dimenticato che fosse in corso”.
Correva l’anno 1922 e nella visione di John Reith, padre della British Broadcasting Corporation, quella radio di Stato doveva essere un’emittente indipendente, in grado di istruire, informare e intrattenere l’intera nazione. Libera da interferenze politiche e da pressioni commerciali. Poi sono arrivati la tv, i documentari, i dibattiti. Ma anche la concorrenza delle reti commerciali e a pagamento. Il sostegno dei governo sembra venir meno. Secondo Tony Hall, ex direttore, “nell’epoca delle fake news la Bbc rimane un modello di imparzialità e verità”.
Un cd di musica classica già in cima alle classifiche, un filmato che rimetta il significato religioso del Natale al centro dei festeggiamenti, calendari dell’Avvento virtuali e risorse da usare nelle famiglie e nelle parrocchie per riportare in vita tradizioni britanniche come il canto delle “carols”, le canzoni natalizie e la preparazione di una ghirlanda di alloro nella quale collocare le candele che vengono accese ogni domenica. Sono queste alcune delle proposte delle Chiese cristiane inglesi in questo periodo di preparazione alla nascita di Gesù, disponibili, oltre che sui siti, anche sui social network Twitter, Facebook, Instagram e YouTube
“Le nostre chiese sono sicure, grazie al lavoro di tanti fedeli e volontari. Penso che, se useremo le mascherine e il gel ed eviteremo gli assembramenti dopo le messe, possiamo celebrare Natale in presenza”.
Usa parole molto forti Sarah Teather, direttrice del “Jesuit Refugee Service” del Regno Unito, per condannare le morti, avvenute la scorsa settimana nel canale della Manica, di almeno ventisette persone: “È vergognoso quello che è successo e, se sono vere le ultime notizie, che cioè quei migranti avevano chiesto aiuto sia alle autorità britanniche che a quelle francesi e sono stati ignorati, penso proprio che questa sia una cosa tremenda. Significa che vite umane potevano essere salvate, e questo non è stato fatto perché chi era responsabile ha avuto paura delle reazioni che quel salvataggio avrebbe potuto provocare”. Teather, ex deputata di Westminster è da anni in prima linea nella difesa dei diritti dei migranti. Responsabile di un gruppo di circa cento volontari e una ventina di dipendenti a tempo pieno, con i suoi collaboratori visita regolarmente i richiedenti asilo nei centri di detenzione.
"C’è stato uno scarto enorme tra le decisioni delle quali abbiamo bisogno" per contrastare i cambiamenti climatici e i loro effetti perversi, "e quelle che sono state assunte a Glasgow". Il direttore delle Missioni Gesuite in Gran Bretagna, Paul Chitnis, è stato osservatore alle sessioni plenarie della conferenza delle Nazioni Unite a Glasgow. Al Sir denuncia il fallimento della politica e le pressioni dell’industria dei combustibili fossili, ma ricorda l'impegno dei giovani e dei manifestanti per la salvaguardia del Creato. I richiami alla "Laudato si'"
“Sono qui a Glasgow per ascoltare soprattutto i Paesi più colpiti dall’emergenza climatica, poi per incoraggiare chi si sta impegnando per combattere il riscaldamento del pianeta e anche per ricordare a tutti la dichiarazione che abbiamo fatto con Papa Francesco e il patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I nella quale invitiamo, insieme al libro del Deuteronomio, a scegliere la vita. E per pregare. Si tratta di una questione morale, di vita o di morte, perché sono i nostri vicini più poveri, nel resto del mondo, che pagano il prezzo di questa catastrofe”.
L'isolamento del Regno Unito dall'Europa comincia a farsi sentire nella vita quotidiana dei sudditi di Elisabetta. Mancano lavoratori nelle campagne, le esportazioni sono a rischio e il Covid peggiora la situazione. Catherine Gegout, docente di politica estera dell’Unione europea all’università di Nottingham, denuncia una “congiura del silenzio sugli svantaggi della Brexit"
La Conferenza internazionale sul clima si terrà nella cittadina scozzese dal 1° al 12 novembre. Grande mobilitazione nella comunità cattolica. Previsti momenti di preghiera, veglie, una serata per i giovani, iniziative ecumeniche. Si auspica una svolta significativa nella lotta per proteggere l’ambiente