L'iniziativa referendaria, volta a cancellare la parte proporzionale del sistema in vigore, era stata fortemente voluta dalla Lega e da Fratelli d'Italia. Eliminata la parte proporzionale, preponderante nell'attuale normativa, tutti i seggi di Camera e Senato sarebbero stati assegnati in collegi uninominali con il sistema maggioritario. In questo modo anche con una maggioranza relativa lontana dal 50% dei voti sarebbe stato possibile acquisire la maggioranza assoluta in Parlamento
Anche oggi, in cui si sente la mancanza di una classe politica all’altezza delle sfide di questo tempo difficile (ma quale tempo non è difficile?) non bisogna dubitare che all’interno della comunità nazionale, in tutte le sue articolazioni, ci siano le risorse per quella ripresa etica e civile, prima ancora che economica, di cui c’è estremo bisogno. Incoraggia il pensiero che, quarant’anni dopo, il fratello di quel Piersanti ucciso in una domenica di gennaio mentre andava a messa, sia oggi il nostro Presidente della Repubblica. No, la mafia e il terrorismo non l’hanno avuta vinta
La modifica dei “decreti sicurezza”, i provvedimenti che sono stati il cavallo di battaglia di Salvini da ministro degli Interni, è uno dei punti più delicati della verifica programmatica che attende il governo in questo inizio d’anno.
Altri interventi in materia economica sono compresi nel cosiddetto “milleproroghe”, il decreto che in origine serviva per reiterare le misure in scadenza prima della fine dell'anno. È ormai dal 2005 che i governi adottano questo provvedimento, diventato con il tempo sempre più ampio e variegato nei contenuti, al punto che alcuni lo definiscono una sorta di “manovrina” economica aggiuntiva. Nell'ultimo Consiglio dei ministri prima di Natale anche il Conte 2 ha approvato il suo “milleproroghe” ma lo ha fatto con la formula “salvo intese”. Segno che non c'è ancora accordo su molti punti del decreto e che per conoscerne il testo articolato bisognerà attendere altri passaggi politici e finalmente la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale
Bisogna ricordare che il Mes (o Fondo salva-Stati) esiste già dal 2012 ed il suo fine è quello di intervenire in caso di gravi crisi economico-finanziarie. I negoziati per ridefinire alcuni aspetti del Trattato istitutivo sono iniziati nel marzo 2018 e quindi fino alla scorsa estate sono stati condotti per l’Italia dal governo M5S-Lega. Trattandosi di una materia complessa e specialistica sono ovviamente possibili valutazioni di segno diverso, ma di fatto l’accordo tra gli Stati era stato già raggiunto a luglio e non attraverso riunioni segrete
Il Rapporto vede “nubi nere all'orizzonte dell'economia mondiale” e gravi fenomeni di “corrosione” delle “giunture” e delle “guarnizioni” del sistema Paese. “La società italiana – rileva il Censis nelle Considerazioni generali, che danno la chiave di lettura del Rapporto – ha guardato a lungo inerte il cedimento delle sue strutture portanti”, come se si trattasse dell'ennesimo episodio del ciclo di crisi e ripartenze, “con un cinico adeguamento alla navigazione inerziale”. Ora, però, “a questo cedimento, puntellando se stesso, il nostro Paese sta cercando una soluzione”, “vive e sente uno spirito nuovo”. “Sé in sé rigira”, osserva il Censis citando Dante
Il recentissimo rapporto dell’Istat sul 2018 ha certificato un ulteriore calo delle nascite (-4% rispetto all’anno prima) e i dati sul primo semestre dell’anno in corso anticipano che il 2019 segnerà l’ennesimo record negativo. Solo una politica capace di ragionare in termini di sistema Paese e di misurare il futuro in anni e non in mesi potrebbe cercare di invertire la tendenza