Al quesito di un padre francescano «il contrario dell’amore è?» i giovani in ascolto rispondono con tono ovvio: «l’odio!». «No – tuona il frate – il possesso!».
L’appuntamento – che nel 2019 ha segnato l’apertura del centenario della scuola paritaria della Diocesi e l’anno scorso è saltato causa Covid – si terrà sabato 25 settembre dalle 15.30 alle 18.
È tempo di convegno educatori, per l᾿Azione cattolica di Padova. Anzi, di convegni! Come l᾿anno scorso, quando il Covid aveva “costretto” a scegliere una modalità di ritrovarsi diversa dal solito, anche nel 2021 l'appuntamento con gli educatori – Acr, giovani e issimi – si svolgerà a livello zonale.
Da tempo si attendeva che si mettesse mano alla facciata del Seminario maggiore di Padova, l’imponente edificio che si innalza – ricco di storia – lungo l’omonima via della città e vicino alla chiesa del Torresino. Ebbene, il cantiere è partito a settembre, mese che la Diocesi di Padova dedica proprio al Seminario, e da qualche settimana le impalcature avvolgono la muratura.
A metà settembre, a Chiesanuova, è arrivato don Alberto Ravagnani. Io – Federico, 23 anni, - quella sera mi sono ritrovato sul palco, davanti a 220 persone, a intervistarlo. Lì, in un certo senso, si è compiuto un cammino iniziato circa due mesi prima, quando ho letto il suo libro, La tua vita e la mia, e nascevano nella mia mente tantissime domande, troppe. Così ho iniziato ad appuntarle e volevo trovassero risposta.
La comunità del Duomo di Este riparte festeggiando la patrona. Appuntamenti liturgici, ma non solo, questo fine settimana. In collaborazione con il Morini Pedrina
«È stato il momento in cui ho preso consapevolezza che il cambiare ministero non era più qualcosa che sapevo solo io, ma che diventava sempre più realtà». Questo il sentire di don Alessandro Fusari – che è stato nominato parroco di San Giacomo di Monselice, Ca’ Oddo, Marendole e Schiavonia – dopo i giorni vissuti a Villa Immacolata, a inizio mese, con i preti “in cambio”. «Quel tempo mi è servito per ripensarmi come presbitero, per ritornare all’origine della chiamata del mio ministero».