Una domenica iniziata nel segno della massima prudenza in molti Comuni del Padovano. Dopo le prescrizioni della Regione Veneto e del Governo, tra cui il divieto per i cittadini di Vo’ di lasciare il loro Comune, in tanti paesi, specie tra Colli Euganei e la Bassa Padovana, i sindaci hanno scelto la via della massima prudenza, vietando ogni manifestazione pubblica – cerimonie religiose comprese.
A seguito delle disposizioni ministeriali e regionali a fronte dell’emergenza Coronavirus (COVID-2019), in particolare rispetto alla necessità di evitare assembramenti di persone, la Diocesi di Padova, in costante collegamento con le autorità pubbliche (Prefetto e Sindaci)e in sintonia con le altre diocesi del Veneto,dalle ore 24 di oggi, domenica 23 febbraio, alle 24 di domenica 1 marzo dispone quanto segue, per tutto il territorio diocesano:
Da oltre dieci anni la biblioteca dell’istituto superiore Rigoni Stern è iscritta alla rete provinciale. Una scommessa che genera interesse per la ricerca negli studenti
Don Mario Gazzillo, parroco dell’Unità Pastorale di Vo’, segue la vicenda in un turbinìo di telefonate. Nel Comune colpito vietate tutte le manifestazioni pubbliche, messe comprese. Intanto la diocesi di Padova precisa: «Le autorità sanitarie preposte non hanno emanato ancora alcuna indicazione ufficiale, se non per la zona di Vo’».
La nota a firma del vicario generale della diocesi di Padova don Giuliano Zatti. Aggiornamento successivo alle 19.15, con l'invito ai parroci a fare attenzione alle ordinanze che i sindaci promulgano in queste ore.
La nota ufficiale dell'Azione Cattolica di Padova, che rinvia a data da destinarsi l'importante assemblea elettiva in programma domenica 23 febbraio a Rubano.
Sarebbe riduttivo chiamarlo doposcuola. Il servizio che offre da otto anni la parrocchia di Sarmeola di Rubano si fonda su una visione più complessa della semplice attività didattica a supporto dello svolgimento dei compiti.
Negli ultimi anni, grazie anche alla riforma del processo di nullità matrimoniale di Papa Francesco, si è registrato un rinnovato interesse delle persone verso la possibilità di rivolgersi al Tribunale ecclesiastico per richiedere una dichiarazione di nullità di matrimonio.