Parte oggi, lunedì 24 giugno, una missione in Terra Santa di Caritas italiana e Servizio per gli interventi caritativi per lo sviluppo dei popoli. “Si tratta innanzitutto di portare un messaggio di vicinanza e solidarietà alla popolazione stremata dal conflitto in corso, come anche di ascoltare, condividere, vedere direttamente la complessità della situazione in uno scambio diretto con i colleghi di Caritas Gerusalemme e con le persone impegnate sul campo”, spiega una nota diffusa stamattina.
“Per me la bellezza di Chiara in questo tempo è che lei in qualche modo ci ha rivelato una caratteristica di Dio che è con te, a cui tante volte non pensiamo: Dio è un Dio felice. Lo pensavo quando ho visto morire Chiara, e l’ho vista morire così, credo che anche tu devi essere morto così, felice. Perché se l’amore sulla croce ci rende felici, in qualche modo anche tu Signore lì, dovevi essere felice, perché l’amore non ti poteva tenere. Credo proprio che sia così, Dio anche è morto felice come Chiara, perché Chiara è una sua figlia”.
“Un clima molto disteso e cordiale, un momento di riflessione attenta. Abbiamo toccato tutte le questioni più calde di questa fase complessa nella vita dell’Unione europea. Uno dei principali temi su cui ha insistito il Papa è stato quello di adoperarci per la pace perché quanto sta accadendo con la guerra in Ucraina, ma anche con quella in Israele e a Gaza, è un grande dramma”.
"Quando il Signore mi visitò con la malattia, mi venne spontaneo esclamare: 'Signore, sei un ladro!'. Di volta in volta mi portava via qualcosa. Ho scoperto, però, che è un ladro molto speciale. Non ti porta via mai niente senza lasciarti qualcosa di più valido". Il racconto di padre Manuel João Pereira Correia
Vescovi francesi preoccupati per la situazione nel Paese dopo le elezioni europee che con il boom dell’estrema destra guidata da Marine Le Pen, hanno spinto il presidente Emmanuel Macron a sciogliere il Parlamento e andare al voto anticipato.
Papa Francesco ha concluso l'udienza di oggi, dedicata ai Salmi, con un ennesimo appello per la pace. Nella Giornata mondiale del Rifugiato, l'invito "ad accogliere, promuovere, accompagnare e integrare quanti bussano alle nostre porte". Infine, l'esortazione a pregare per il "caro popolo cinese"