Don Giorgio Alfonso, che è anche assistente nazionale del Mac, ha voluto far vivere a 7 ragazzi – dai 16 ai 20 anni – un’esperienza che li aiutasse a uscire dal mondo dei social per conoscere le tante facce della sofferenza che si sono al di fuori dei nostri mondi. E, non ultimo, per dare nuovo slancio alla spiritualità e alla missionarietà. L’iniziativa è stata organizzata nell’ambito di un progetto del “Gruppo Quetzal” onlus
I messaggi viaggiano via Whatsapp. Le telefonate sono brevissime. Ma lo scambio di notizie in queste ore drammatiche di attacchi e assedi è intensissimo. Scrive da Gaza una donna della comunità cristiana dei Focolari: “Se Dio ci chiamasse a sé, siate certi che dal Cielo continueremo a pregare con voi e a supplicarlo con maggiore forza di avere compassione del suo popolo e di voi. Pace, sicurezza, unità e fratellanza universale, questo è ciò che desideriamo e questa è la volontà di Dio e anche la nostra. Come in cielo così in terra”. A rispondere, c’è una ebrea ortodossa, anche lei vicina ai Focolari. Vive però “dall’altra parte”, in una località del distretto di Tel Aviv
Circa 600 ragazzi, tenendosi per mano, hanno recitato il Padre Nostro per implorare il dono della pace nel mondo. È una delle fotografie della festa svoltasi la sera del 13 ottobre, in ringraziamento per gli oratori e le attività estive che nei mesi scorsi hanno coinvolto migliaia di giovani animatori della diocesi di Roma
Papa Francesco aprendo i lavori del Sinodo, mercoledì 4 ottobre, ha spiegato ai partecipanti: “È una pausa di tutta la Chiesa, in ascolto”. In ascolto reciproco, per affinare l'attenzione cercando di sentire la voce dello Spirito Santo, vero autore di “quell'armonia che non è sintesi, è un legame di comunione fra parti dissimili”. Una Chiesa, dunque, che sa mettersi per strada, rischiando il viaggio e rinunciando ad accontentarsi di “tirare avanti” perché apparteniamo al “santo popolo fedele di Dio”, come si legge nella Evangelii gaudium
“L'essere umano è sempre culturalmente situato, natura e cultura sono strettamente necessari” con questa frase di Papa Francesco si è aperta la presentazione e il relativo dibattito, sul libro del giovane Dante Monda presso la sede dei missionari vincenziani a Roma lo scorso sabato, nel parco-orto di “Mediterranea Rete”. Il volume, edito da Morcelliana dal titolo “Papa Francesco e il popolo. Una sfida per la Chiesa e la democrazia” è il brillante inizio di una ricerca che l'autore fa del magistero di Bergoglio con particolare attenzione alla sua "teologia politica"
La XVI Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei Vescovi, che si tiene in Vaticano dal 4 al 29 ottobre, ieri ha vissuto il momento del pellegrinaggio, svoltosi nelle catacombe di Roma dove nel III secolo furono custodite, secondo la tradizione, le spoglie degli apostoli Pietro e Paolo per salvarle dalla persecuzione.
In un momento di crescente agitazione globale a causa dei conflitti in Medio Oriente, Ucraina e altre regioni dilaniate dalla guerra, i vescovi della Conferenza episcopale del Cile (Cech) invitano le comunità a unirsi in preghiera per la pace durante le celebrazioni liturgiche del fine settimana del 14-15 ottobre.
Il Cammino sinodale interpella e sfida anche il mondo dell’educazione e della scuola; quest’ultimo può, a sua volta, offrire spunti di riflessione allo stile operativo della Chiesa. Confronto tra verità del Vangelo e odierna condizione umana, cultura della collaborazione e dell’incontro, ruolo delle scuole cattoliche. Parla Ernesto Diaco, direttore dell'Ufficio Cei per l’educazione, la scuola e l’università
Rafforzare collaborazione, sinergie e progettualità comuni in vista di future linee di progettazione pastorale condivise. È l’obiettivo del cantiere sinodale tra vulnerabilità e corresponsabilità, avviato da quattro uffici/servizi nazionali della Cei. "Noi non siamo Chiesa in uscita, ma una Chiesa che è da sempre stata fuori", dice al Sir don Massimo Angelelli, direttore della Pastorale della salute