Continuano i lavori all'interno del duomo, tra impalcature e tubi. La riapertura è prevista per l'8 dicembre 2024. Mons. Olivier Ribadeau Dumas al Sir: "Quando sono arrivato, cinque mesi fa, ho trovato i primi segni di quello che rivedremo tra due anni: pitture chiare, eleganti. Strutture restaurate. E la luminosità, la luce"
“Mi preoccupano i bambini, mi preoccupano le donne, mi preoccupano le situazioni senza speranza concreta. Ci sono migliaia di persone che hanno perso tutto, la casa, il luogo dove hanno sempre vissuto. Avere una sicurezza per il futuro è importante ma adesso queste persone non sanno cosa sarà di loro per i prossimi sei mesi o per tutta la vita”. Ha gli occhi pieni di lacrime mons. Martin Kmetec, arcivescovo di Smirne e presidente della Conferenza episcopale turca. Si trova a Praga dove è in corso la tappa continentale dell’assemblea sinodale europea. "Le notizie sono drammatiche. Ogni giorno si trovano morti". "È una catastrofe”.
“Il mio pensiero va, in questo momento, alle popolazioni della Turchia e della Siria duramente colpite dal terremoto, che ha causato migliaia di morti e di feriti. Con commozione prego per loro ed esprimo la mia vicinanza a questi popoli, ai familiari delle vittime e a tutti coloro che soffrono per questa devastante calamità. Ringrazio quanti si stanno impegnando per portare soccorso e incoraggio tutti alla solidarietà con quei territori, in parte già martoriati da una lunga guerra”.
Oggi a Latakia, città costiera siriana, è atteso il nunzio apostolico in Siria, card. Mario Zenari che porterà conforto ai circa 200 terremotati ospitati nel locale convento francescano del Sacro Cuore di Gesù. La "carezza" del Papa arriverà così in un'altra città duramente colpita dal sisma del 6 febbraio. Da Latakia arriva la testimonianza di Giacomo Pizzi, collaboratore di Pro Terra Sancta, associazione che opera in Medio Oriente, dove sono presenti i frati della Custodia di Terra Santa, al fianco delle comunità locali.
“In Ucraina stiamo subendo la crudeltà della guerra. E’ una terribile invasione, un vero genocidio”. Si è alzata questa mattina a Praga, all’Assemblea Sinodale Continentale Europea, la voce dell’Ucraina e a farsene portavoce è stato il vescovo greco-cattolico ausiliare di Ternopil-Zboriv, mons. Teodor Martynyuk.
Papa Francesco ha dedicato l'udienza di oggi al suo recente viaggio in Africa. Al termine, l'invito alla "solidarietà" con le popolazioni della Turchia e della Siria, colpite da un terremoto che ha causato migliaia di morti e feriti
Oggi si celebra la IX edizione della Giornata mondiale di preghiera e riflessione contro la tratta, voluta da Papa Francesco nel 2015. Per l'occasione la rete delle religiose Thalitha Kum che riunisce oltre 3.000 suore, amici e partner ha coordinato l'evento che coinvolge tante organizzazioni e riunito a Roma decine di partecipanti, tra cui 15 giovani da tutto il mondo. Stamattina hanno incontrato in udienza Papa Francesco. Tante le iniziative, tra cui una maratona di preghiera on line, flash mob contro la tratta, sensibilizzazione sui social e un appello finale. Le testimonianze di alcuni giovani partecipanti, impegnati in prima linea nella lotta alla tratta di persone nei rispettivi Paesi
“Le sanzioni sono disumane e immorali. Trovo scandaloso che in un momento del genere, così tragico, non si sia capaci di rimuovere o sospendere le sanzioni. In Siria la gente sta morendo. Gli aiuti che arrivano provengono dai paesi arabi come Egitto, Iran, Algeria… L’Occidente sta di nuovo perdendo il treno”.