Oggi contempliamo il sogno del profeta. Ne abbiamo bisogno nelle tante avversità che ci mettono alla prova e ci fanno sentire smarriti. Vediamo un piccolo anticipo del Signore che viene “a radunare tutte le genti e tutte le lingue”.
Prenderanno il via a fine settembre tre moduli di aggiornamento per gli insegnanti di religione cattolica per l’anno scolastico 2022-2023, iniziativa ideata e organizzata della casa di spiritualità S. Dorotea di Asolo, in collaborazione con l’Ufficio Scuola della diocesi di Treviso.
Pubblichiamo di seguito la lettera che il Presidente della CEI, Card. Matteo Zuppi, ha inviato a Mons. Carlos Enrique Herrera Gutiérrez, Vescovo di Jinotega e Presidente della Conferenza Episcopale del Nicaragua, a seguito delle recenti azioni contro la Chiesa locale.
Il regima del presidente Ortega accusa il vescovo e i suoi collaboratori (sacerdoti e laici, a loro volta arrestati) di sedizione e ha motivato l’arresto del presule con l’esigenza di “recuperare la normalità per la cittadinanza e le famiglie di Matagalpa”.
Il Messaggio di Papa Francesco per la celebrazione della Giornata mondiale di Preghiera per la Cura del Creato che si terrà il prossimo 1° settembre 2022 è stato pubblicato lo scorso 16 luglio, un momento particolare che ha visto diverse parti del mondo interessate dalla devastazione dei roghi che hanno distrutto buona parte delle aree verdi del pianeta.
“Non si può eludere l’esperienza del perdono per poter vivere. L’odio, la rabbia cattiva non sono parte della nostra esperienza umana, vi entrano perché noi lasciamo entrare la spada di satana, della menzogna. Occorre perciò domandare la pace, e volerla accogliere nei nostri rapporti. La pace è un dono, e come tale va innanzitutto accolta e riconosciuta. Per il mondo la pace è l’instaurarsi di un certo potere, e di solito è sempre rimandata a un futuro e occorre che qualcuno faccia certi sacrifici, mentre altri no; è quindi sempre una menzogna la pace del mondo”.
In Medio Oriente e in Terra Santa “non si potranno superare gli ostacoli odierni nel cammino di riconciliazione, né progettare un futuro sereno, se non si avrà il coraggio di purificare la propria lettura della storia dall’enorme bagaglio di dolore e ingiustizie che ancora condizionano pesantemente il presente e le scelte che spesso oggi si compiono. Non si tratta di dimenticare, certamente. Sarà tuttavia assai arduo costruire un futuro sereno se si pone alla base della propria identità personale, sociale e nazionale ‘l’essere vittima’, anziché fondare le proprie prospettive su una comune speranza. Il perdono è un ingrediente necessario per superare questa impasse”.
Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, sarà in visita a Taizé sabato prossimo, 27 agosto. Durante la sua visita, incontrerà la comunità e dialogherà con i giovani presenti a Taizé nella stessa settimana. Terrà una conferenza pubblica sull’attualità europea alle 17.30.