Missione compiuta. È quella condotta in porto domenica scorsa dalla Misericordia Valle del Savio e da quella di Sarsina. Una colonna mobile composta da cinque mezzi, un camion, tre pulmini e un pick up, e dodici volontari guidati da Israel De Vito, coordinatore regionale delle Misericordie, ha portato un carico di aiuti umanitari (raccolti tutti tra Bivio Montegelli e Sarsina) in Polonia, in favore della popolazione ucraina che fugge dopo l’invasione della Russia iniziata il 24 febbraio
Trent’anni fa Chiara Amirante dava inizio a una esperienza di fede che ha restituito alla vita migliaia e migliaia di giovani. E nella grande famiglia che è nata da lì, hanno un posto speciale anche i sacerdoti. Come don Giacomo, intervistato da Giulia Rocchi o don Alex, che abbiamo incontrato, insieme a Lorenzo, nel video girato presso la casa di Piglio (Fr) della Comunità Nuovi Orizzonti.
I sogni di don Riccardo Agresti e don Vincenzo Giannelli sono diventati il sogno di una intera comunità diocesana, che ha ridato vita a un antico casolare abbandonato facendolo diventare luogo di riabilitazione e reinserimento per decine di detenuti ed ex detenuti. Il progetto "Senza sbarre" e la cooperativa "A mano libera".
Il Papa ha concluso l'udienza di oggi, dedicata alla vecchiaia sull'esempio di Simeone e Anna, con un saluto affettuoso ai bambini ucraini e un riferimento alla "mostruosità della guerra". "Si fermi questa crudeltà selvaggia", l'appello. Poi l'annuncio ai fedeli del suo viaggio a Malta sabato e domenica prossimi.
A oltre un mese dall’inizio del conflitto, la Caritas intensifica l’impegno accanto alla popolazione ucraina e rinnova appelli e preghiere perché si fermi subito la guerra. Messi a disposizione delle Caritas in Ucraina altri 500 mila euro. In Italia sono già 5.500 le persone accolte in 180 Diocesi, di cui oltre 2.500 minori
“Il papa ha ascoltato le nostre storie. Ne ha preso conoscenza e le ha profondamente capite. Ora speriamo che le sappia tradurre dalla testa al cuore e le sappia tradurre in azioni. Non vediamo l’ora di sentire le sue risposte all’udienza generale come anche cosa intende fare per la visita in Canada”.
“Un Paese che cerca di risalire positivamente la china della crisi non può fondare la propria crescita economica sul quotidiano sacrificio di vite umane”. È il monito contenuto nel Messaggio della Cei per il 1° maggio, in cui si fa presente che “lo scenario che abbiamo davanti è drammatico: nel 2021 sono stati 1.221 i morti (dati Inail), cui si aggiungono quelli ignoti perché avvenuti nelle pieghe del lavoro in nero, un ambito sommerso in cui si moltiplicano inaccettabili tragedie”.